
27.01.23 – Uno studio pubblicato recentemente su Nature, condotto su circa 3,4 milioni di persone con ascendenze europee, americane, africane e dell’Asia orientale, ha identificato 3.823 varianti genetiche (da 2.143 loci) che potenzialmente influenzano il comportamento nei confronti del fumo e del consumo di alcol, fattori di rischio importanti per l’insorgere di molte malattie cardiovascolari e respiratorie. Sono, questi, studi di associazione genomica (Genome-wide association studies – GWASs) che confrontano i genomi di un numero molto elevato di soggetti per identificare le varianti associate a differenze tra individui per un determinato tratto.
Già in passato erano state colte forti evidenze sul ruolo della genetica in associazione al fumo e all’alcol, ma i precedenti studi sui tratti comportamentali (noti anche come fenotipi comportamentali) prendevano in esame campioni di popolazione di dimensioni minori e con una inferiore diversità etnica. Fino a questo momento era stata considerata prevalentemente la popolazione europea, mentre in questo caso circa il 21% degli individui considerati è di origine non europea.
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