08-12-19 – Dagli aspetti medico-scientifici della cirrosi epatica alle attività delle associazioni per la prevenzione e gli aspetti sociali correlati, fino ad arrivare agli aspetti deontologici dell’informazione e ai recenti trend della comunicazione. Questi i temi di fondo trattati durante il corso di formazione per giornalisti “Epatologie: i pazienti dimenticati. Conoscenza, prevenzione e terapia di un’emergenza sociale” organizzato nei giorni scorsi a Roma da Sics – Società italiana di comunicazione scientifica e sanitaria, con il contributo non condizionante di Alfasigma.
La cirrosi epatica rappresenta l’evoluzione di molte malattie croniche del fegato, le più frequenti causate da virus, abuso di alcool e problemi metabolici. Dopo una lunga fase spesso asintomatica, la cirrosi può diventare scompensata ed i pazienti sviluppano gravi complicanze come, per esempio, l’Encefalopatia Epatica a cui si giunge quando l’ormai compromissione di quest’organo così importante influisce in maniera estremamente negativa sulle funzioni cerebrali. “Ma la cirrosi è la punta dell’iceberg, la degenerazione del fegato infatti è progressiva e dovuta ad una serie di cause, virali, tossiche o metaboliche”, precisa Dario Manfellotto, Presidente FADOI. “I cirrotici si calcolano intorno all’1-2% della popolazione, ma il dato importante è che circa 600mila italiani sono portatori del virus C dell’epatite che è al momento la causa principale, che porta alla malattia del fegato cronica e poi alla cirrosi che deve quindi essere riconosciuta tempestivamente”.
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