
20.12.25 – Situata in una posizione strategica rilevante in Europa, la Polonia (circa 36milioni di abitanti, in lieve contrazione demografica rispetto agli anni passati), rappresenta un serio problema per il narcotraffico. Infatti, il paese non è soltanto “consumatore” di droghe utilizzate in vari modi (l’hashish confezionato in dolcetti, le anfetamine sciolte nella Coca Cola, i lecca-lecca confezionati con stupefacenti), ma anche “produttore” (oppiacei, precursori e, soprattutto, droghe sintetiche) e di “transito”, in quanto collocato lungo itinerari consolidati del tradizionale traffico dell’eroina, della cocaina, dell’hashish. La Polonia è diventata un hub centrale in Europa per la produzione di droghe sintetiche come emerso anche a gennaio 2026 con l’operazione “Fabryka” delle forze di sicurezza coordinate da Europol che ha portato al sequestro di oltre 9 tonnellate di droga e alla chiusura di ben 20 laboratori di produzione di droghe sintetiche. Va sottolineato come circa il 50% delle anfetamine sequestrate nei paesi dell’Europa occidentale sia risultato di provenienza polacca e sia prodotto in laboratori clandestini. Nel paese sono attivi da tempo “uffici di rappresentanza” delle mafie più note, a partire da quelle italiane, alle mafie turca, russa,nigeriana, ai narcos colombiani e a quelle , forse meno conosciute, come i gruppi ucraini. L’ambito degli “affari” della criminalità polacca è ampio, abbracciando tipologie di crimini diversificate, come gli omicidi su commissione, le estorsioni, le rapine ai veicoli industriali, la corruzione dei pubblici funzionari ecc..
Nella parte meridionale della Polonia, piccoli gruppi di albanesi o di provenienza balcanica trafficano con eroina diretta verso i paesi scandinavi. Elementi della criminalità del narcotraffico del Tagikistan e del Kazakistan sono stati segnalati negli anni passati. Segnali preoccupanti provengono anche dalla confinante Ucraina in guerra da 4 anni con la Russia che pure, agli inizi del 2001, aveva attraversato momenti di forte tensione dopo le denunce di corruzione nei confronti del presidente ucraino Kuchma, da parte di un noto giornalista, poi, assassinato. Era di origini ucraine il noto criminale Sermion Yukovic Mogilevich, ben noto alle autorità ungheresi in quanto già appartenente ad una delle duecento bande – di cui una cinquantina a base etnica – che operavano nel paese. Nella zona di Odessa, importante porto sul mar Nero, già una ventina di anni fa si stimavano in circa seimila unità le persone raggruppate in strutture dedite agli omicidi, alle rapine, al commercio delle droghe, provenienti dai paesi dell’Asia centrale.
Tali gruppi, secondo informazioni del FBI, avevano eccellenti collegamenti con il mercato americano ed in particolare con l’area di New York (Brighton Beach). Il conflitto in Ucraina iniziato nel febbraio 2022 ha fatto da catalizzatore per la criminalità, ampliandone rotte e affari senza contare che la corruzione e le complicità interne hanno permesso a questi gruppi criminali di prosperare, trasformando il conflitto in una opportunità di arricchimento per gli oligarchi. Insomma la guerra ha permesso alla criminalità di prosperare. Anche nella piccola, vicina Moldova, la criminalità del narcotraffico ha cominciato, ormai da qualche anno, ad interessarsi della eroina e della cocaina che, dall’Asia, vengono inviate in Europa. In Slovacchia la criminalità del narcotraffico, pur non avendo raggiunto livelli di organizzazione particolarmente elevati, è abbastanza “compartimentata”, su base etnica (albanesi, musulmani, slovacchi o rumeni), familiare o religiosa , composta, mediamente, da gruppi di pochi elementi, da tre a sette persone, legate da vincoli familiari o amicali molto solidi. La cocaina che fino a qualche anno fa non aveva un grande sbocco a causa del costo elevato, sta sempre più interessando il mercato interno come evidenziato anche nell’ingente sequestro di tale droga (oltre 2 tonnellate) nell’ottobre 2025. La produzione di “pervitina” ( un potente psicostimolante a base di metanfetamina) rappresenta anche per la Repubblica Ceca, un serio problema, considerato il grande consumo interno e la esportazione verso altri paesi tra cui l’Austria, Olanda, Svizzera, Canada e Germania. La criminalità del narcotraffico si è andata sviluppando sempre più con una presenza divenuta significativa anche di elementi vietnamiti, cinesi, coreani e algerini. Insomma, procede senza particolari intoppi il processo di narcoglobalizzazione con conseguenze gravissime per la salute umana e la sicurezza pubblica.
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Per SIPaD – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).
