
09.02.26 – La Regione Emilia-Romagna ha ufficiale avviato il lavoro per un aggiornamento radicale delle politiche pubbliche sulle dipendenze, ampliando lo sguardo oltre i tradizionali ambiti legati a droghe, alcol e tabacco per includere comportamenti problematici connessi al digitale, al gioco d’azzardo e al gaming .
La fotografia più recente dei servizi sanitari regionali rivela che quasi 27mila persone si rivolgono ogni anno ai servizi per le dipendenze patologiche presenti sul territorio, un numero significativo che riflette l’ampiezza del fenomeno e il suo impatto su diverse fasce di età.
La configurazione delle dipendenze in Emilia-Romagna sta mutando: le segnalazioni per cocaina e crack sono in aumento, mentre diminuiscono quelle legate a eroina e cannabinoidi. A fronte di questa tendenza, cresce anche la quota di persone assistite per problemi legati all’alcol.
Accanto a queste forme consolidate, la Regione segnala un incremento delle famiglie e dei giovani che chiedono supporto per difficoltà legate all’uso compulsivo di internet e videogiochi, un fenomeno che sta emergendo rapidamente anche nella letteratura scientifica e che rappresenta una delle sfide principali nel nuovo Piano.
Il nuovo Piano delle Dipendenze: obiettivi e strumenti
L’aggiornamento del Piano regionale verrà costruito nei prossimi mesi e sarà fondato su percorsi sperimentali mirati a migliorare prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico integrata , includendo scuole, servizi sanitari e famiglie.
Un nodo cruciale sarà la capacità di intercettare i segnali di disagio nei contesti educativi e nelle cure primarie, rafforzando, al contempo, il ruolo dei Servizi per le Dipendenze come centro di coordinamento clinico e organizzativo delle risposte territoriali.
La discussione in Regione ha inoltre portato alla luce un punto di vista condiviso tra gli operatori: le dipendenze tecnologiche non sono un fenomeno unico e uniforme, ma comprende diverse aree come l’uso di social media, videogiochi e scommesse online, ciascuna con caratteristiche e fattori di rischio peculiari che richiedono interventi dedicati.
Il gioco d’azzardo tra evoluzione digitale e nuove vulnerabilità
Il gioco d’azzardo patologico, soprattutto nella sua declinazione online, è un elemento chiave di questo nuovo scenario. Secondo dati raccolti per il 2024, in Emilia-Romagna quasi 1.500 persone si sono rivolte ai servizi per difficoltà legate al gioco, con oltre metà di questi casi rappresentati da nuovi utenti.
A livello nazionale, fenomeni analoghi mostrano una diffusione molto ampia di account attivi per il gioco a distanza, con una perdita media annua stimata in oltre 260 euro per giocatore online, un segnale della forte attrazione esercitata dal web anche su fasce di popolazione giovane e adulta.
In risposta, la Regione ha già presentato una nuova campagna di comunicazione (“Io non azzardo”) e un Piano regionale triennale per il contrasto al gioco d’azzardo patologico 2026-2028, che adottano un approccio fondato sulle evidenze scientifiche e su strategie di prevenzione mirate, anche nei concorsi online e digitali.
Le autorità regionali sottolineano che le forme emergenti di dipendenza richiedono un approccio multidisciplinare e adattabile.
Le nuove generazioni, in particolare, sembrano più esposte alle dinamiche di isolamento sociale e uso intensivo del digitale, che possono trasformarsi in comportamenti compulsivi se non riconosciuti e affrontati tempestivamente.
Il nuovo Piano regionale delle Dipendenze, atteso nei prossimi mesi, sarà quindi un tentativo di rispondere ad una realtà complessa e in rapida evoluzione, con l’obiettivo di coniugare prevenzione, cura, coordinamento dei servizi e formazione per operatori, famiglie e cittadini .
