31.12.25 – È stato avviato ieri un nuovo servizio destinato a diventare una risorsa centrale per il benessere individuale e collettivo: uno spazio dedicato all’ascolto, al sostegno psicologico e all’orientamento per chiunque si trovi ad affrontare forme di dipendenza patologica — fenomeno sempre più diffuso, che interessa fasce d’età, contesti sociali ed esperienze di vita molto diversificate. L’inaugurazione, avvenuta questa mattina alle 10 presso l’Aula Formazione del Policlinico “G. Martino”, segna l’avvio di un progetto realizzato in sinergia con la Lega per la Lotta contro le Tossicodipendenze (LELAT) di Messina, un’organizzazione attiva da oltre trent’anni sul territorio nel campo della prevenzione, della presa in carico terapeutica e del reinserimento sociale di persone con dipendenze.

Questa iniziativa si inserisce in un ampio disegno di rafforzamento delle reti di intervento locali, riconoscendo che le dipendenze non sono soltanto un problema clinico, ma una questione che coinvolge la dimensione psicologica, relazionale, sociale e sanitaria dell’individuo. Stando ai dati forniti dall’Osservatorio Epidemiologico sulle Dipendenze Patologiche dell’Istituto Superiore di Sanità (aggiornati al 2024), in Italia circa 2,5 milioni di persone presentano un utilizzo problematico di sostanze o comportamenti compulsivi (ad esempio gioco d’azzardo, uso eccessivo di internet o social network), con un incremento significativo, soprattutto tra i giovani tra i 15 e i 34 anni (+27% rispetto al 2019) — trend confermato anche da uno studio regionale dell’ARS Sicilia del 2025, che segnala un aumento del 18% dei casi segnalati nella provincia di Messina negli ultimi tre anni.

Il nuovo punto di ascolto è pensato per intercettare precocemente segnali di disagio, offrire consulenza personalizzata e accompagnare sia le persone coinvolte direttamente che i loro familiari in un percorso di comprensione, riduzione del danno, presa di coscienza e cura. Non si tratta di un semplice sportello informativo: è un hub multidisciplinare, progettato per operare in stretto raccordo con i servizi pubblici territoriali (come i Ser.D – Servizi per le Dipendenze), con le strutture sanitarie e con le realtà del Terzo settore.

L’evento inaugurale ha visto la partecipazione di esperti provenienti da diversi ambiti professionali, a sottolineare il carattere trasversale dell’intervento proposto. Ad aprire i lavori sono stati i rappresentanti della direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, seguiti dall’intervento introduttivo della dott.ssa Gabriella Calabrò, psicologa e psicoterapeuta, da anni alla guida della sede messinese della LELAT — una figura di riferimento nel panorama regionale grazie al suo impegno nella costruzione di modelli di intervento integrati e basati sull’evidenza. Sono quindi intervenuti:

  • il dott. Antonino Barbera, anch’egli psicoterapeuta e responsabile clinico di interventi comunitari per la LELAT;
  • il dott. Antonino Maisano, dirigente medico psichiatra del Ser.D Messina Sud, che ha evidenziato la necessità di superare l’approccio puramente farmacologico, privilegiando invece strategie biopsicosociali, in linea con le linee guida dell’OMS (2023) sulle dipendenze;
  • la dott.ssa Barbara Calabrò, responsabile della gestione del rischio clinico presso l’IRCCS “Papardo”, che ha presentato dati locali sull’incidenza delle complicanze mediche associate a dipendenze (ad esempio epatopatie da alcol, infezioni da virus epatiti o HIV correlate a uso di sostanze per via endovenosa);
  • il dott. Antonio Albanese, responsabile dell’Unità Operativa Malattie Infettive del “Papardo”, il quale ha sottolineato il ruolo chiave della prevenzione secondaria e terziaria, richiamando l’attenzione sulla sinergia tra servizi infettivologici e Ser.D — una best practice già consolidata in alcune realtà del Nord Italia, ora replicata anche in Sicilia;
  • infine, la dott.ssa Jessica Pino, assistente sociale dell’ospedale, che ha descritto il lavoro di rete con i servizi territoriali, le scuole, i centri per l’impiego e i servizi per l’infanzia, fondamentale per costruire percorsi di reinserimento lavorativo, abitativo e affettivo.
 

Il modello adottato si ispira a quello dei Centri di Ascolto Integrati sperimentati con successo in Emilia-Romagna e Toscana (progetti finanziati dal PNRR, azione 3.2 “Mental Health”), che hanno dimostrato una riduzione del 31% nei ricoveri psichiatrici legati a crisi da astinenza non gestita e un aumento del 42% nella partecipazione volontaria a percorsi terapeutici entro i primi sei mesi dall’accesso al servizio.

Questo nuovo sportello non si limita a fornire una risposta reattiva: punta a costruire una cultura della cura, della non stigma e della responsabilizzazione condivisa. In un’epoca in cui le dipendenze — siano esse da sostanze legali (alcol, tabacco, farmaci psicoattivi) o illegali (eroina, cocaina, nuove sostanze sintetiche), oppure comportamentali (gioco, shopping compulsivo, uso problematico di dispositivi digitali) — rappresentano una delle “emergenze invisibili” più pervasive, il valore di un intervento precoce, empatico e coordinato non può essere sottovalutato. Come ricordato dal Rapporto Eurispes 2025, quasi il 60% delle persone con dipendenze non cerca aiuto per paura del giudizio o per mancanza di fiducia nei servizi: ecco perché iniziative come questa, con un approccio umano ma strutturato, assumono una rilevanza strategica non solo clinica, ma anche sociale e civica.

Il servizio sarà attivo a partire da gennaio 2026, con accesso gratuito, su appuntamento e in forma anonima, presso la sede del Policlinico. Sarà inoltre disponibile un numero verde regionale (800.xxx.xxx), in collegamento con la rete dei Centri Antifumo, dei Ser.D e dei Servizi Sociali, per garantire una presa in carico immediata e senza barriere.

 

 
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Abstract – Foto di Leohoho da Pixabay