12.11.25 – La scheda tecnica, prodotta dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, presenta un’analisi strategica sull’emergenza dei nitazeni, una classe di oppioidi sintetici estremamente potenti.

Nel documento viene spiegato come questi composti, originariamente sviluppati in ambito farmaceutico negli anni ’50 e poi abbandonati per la loro eccessiva tossicità, siano riemersi nel mercato illecito come sostituti dell’eroina e dei fentanili.

L’analisi evidenzia il rischio elevatissimo di overdose fatale a causa della loro potenza, che può superare di 1000 volte quella della morfina, e la ridotta efficacia del naloxone come antidoto standard.

Il testo sottolinea le gravi lacune diagnostiche nei pronto soccorso, dove i test rapidi spesso non riescono a identificare i nitazeni, cosa che impedisce una risposta adeguata sia a livello clinico che di sorveglianza epidemiologica.

 

 

Un grammo di nitazeni può produrre centinaia (se non migliaia) di dosi. Per fare un paragone: la stessa quantità di eroina ne fornirebbe poche decine.

Questo rende il trasporto semplice, discreto, quasi impossibile da intercettare. Si spediscono per posta, si nascondono in bustine da tè, si mescolano a polveri “innocue”.

In più, costano pochissimo: decine di euro per grammi interi, acquistabili con un clic sul dark web. La produzione, concentrata soprattutto nell’Est Europa, rende la filiera corta, veloce e difficile da smantellare.

Ecco perché stanno sostituendo eroina e fentanili: la prima è sempre più rara (la crisi geopolitica ha bloccato l’approvvigionamento dal Triangolo d’Oro), il secondo è ormai sotto stretta sorveglianza globale.

I nitazeni sono la soluzione perfetta per chi vuole vendere morte senza essere visto.

 

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