Dal 2021, la guida del centro è affidata a Roberta Franzel, psicologa con una lunga esperienza nel campo delle dipendenze patologiche. La sua leadership si distingue per un approccio fermo, improntato su una visione chiara e strutturata del percorso di guarigione. Nelle sue parole, ricorre spesso il concetto di determinazione: non come semplice volontà, ma come impegno costante, necessario sia per chi soffre che per chi lo accompagna. A chi si chiede come reagire di fronte al problema della dipendenza in un familiare – sia esso un partner, un genitore o un figlio – la risposta parte da un passaggio fondamentale: riconoscere che esiste un problema. Spesso, infatti, la negazione o il tentativo di minimizzare ritardano l’intervento tempestivo. Vito Vernì, educatore e figura storica della comunità, sottolinea l’importanza di allargare lo sguardo oltre le droghe illegali: anche l’abuso di alcol, pur essendo socialmente più ricevuto, può generare una dipendenza altrettanto devastante, con effetti gravi sulla salute fisica e mentale. La comunità, in questo senso, si pone come luogo di accoglienza non giudicante, dove il primo passo verso il cambiamento è sempre la consapevolezza.
Secondo fonti del Ministero della Salute e studi dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia il numero di persone affette da disturbo da uso di sostanze è in crescita, con un aumento particolare nell’abuso di alcol tra le fasce adulte e giovanili. Centri come l’Emmanuel si inseriscono in un sistema più ampio di prevenzione e cura, spesso collaborando con servizi pubblici e associazioni del terzo settore. L’approccio integrato – che combina terapie psicologiche, attività lavorative, momenti di condivisione e percorsi spirituali – mira a ricostruire l’identità di chi ha perso il senso del proprio valore, offrendo strumenti concreti per riprendere in mano la propria vita. In un contesto come quello rurale del Salento, dove le opportunità di reinserimento sociale possono essere limitate, queste realtà assumono un ruolo ancora più strategico, trasformando luoghi di abbandono in spazi di speranza e riscatto.