
18.08.25 – Negli ultimi anni, il panorama delle dipendenze tra i giovani ha subito profonde trasformazioni, non solo per quanto riguarda le sostanze utilizzate, ma anche per i comportamenti a rischio che coinvolgono aspetti psicologici, digitali e sociali. Il più recente studio ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs), pubblicato nel 2024, offre un’analisi dettagliata della situazione tra gli adolescenti europei, con particolare attenzione al contesto italiano. I dati raccolti rivelano un quadro articolato, in cui emergono sia segnali di miglioramento che criticità crescenti.
L’uso di sostanze psicoattive tra i 15 ei 19 anni
Secondo il rapporto, circa un giovane su quattro tra i 15 ei 19 anni ha fatto esperienza di almeno una sostanza psicoattiva nell’arco dell’ultimo anno. Sebbene questa percentuale mostri una lieve flessione rispetto ai dati storici, il fenomeno rimane ampiamente diffuso e rappresenta una priorità per le politiche di salute pubblica. Tra le sostanze più utilizzate, la cannabis continua a occupare il primo posto. Il suo consumo è favorito anche dalla disponibilità di prodotti innovativi, come cartucce per dispositivi elettronici che ne facilitano l’uso nei contesti quotidiani, rendendolo meno visibile e più accessibile.
Un aspetto particolarmente preoccupante riguarda la qualità della cannabis in circolazione: l’hashish oggi contiene fino al 29% di THC (tetraidrocannabinolo), il principio attivo responsabile degli effetti psicotropi, contro una media del 7% registrata solo pochi anni fa. Questo incremento della potenza aumenta il rischio di effetti collaterali, disturbi psichici e dipendenza, soprattutto nei soggetti più giovani e vulnerabili.
Parallelamente, si assiste ad un aumento nell’uso di sostanze stimolanti e allucinogene, tra cui la cocaina, che si conferma come una delle droghe con il maggiore impatto negativo sulla salute fisica e mentale. È stata infatti identificata come fattore principale nel 35% dei decessi dovuti a intossicazione acuta. In crescita anche il consumo di crack, spesso combinato con alcol o farmaci psicotropi, una miscela particolarmente pericolosa per il sistema nervoso centrale.
Un fenomeno emergente riguarda le cosiddette Nuove Sostanze Psicoattive (NPS), di cui sono state individuate 79 tipologie nell’ultimo anno. Tra queste, si segnala una preparazione nota come “cocaina rosa”, un mix non standardizzato di MDMA (ecstasy) e ketamina, a cui spesso vengono aggiunti altri composti non dichiarati. L’assenza di controllo qualitativo e la presenza di sostanze di taglio rendono questi prodotti estremamente imprevedibili e potenzialmente letali.
L’uso improprio di farmaci psicotropi
Oltre alle sostanze illegali, il rapporto evidenzia un crescente fenomeno di automedicazione tra i giovani, con un utilizzo non prescritto di farmaci psicotropi. Circa 500.000 adolescenti italiani hanno dichiarato di aver assunto almeno una volta antidepressivi, ansiolitici o sedativi senza indicazione medica, spesso reperendo tali medicinali nell’ambiente domestico o tramite acquisti online. Di questi, circa 180.000 ne fanno un uso ripetuto, con una prevalenza tra le ragazze.
Il 14% degli intervistati ha fatto ricorso a tranquillanti, sedativi o analgesici nonostante non avesse una prescrizione. Questo comportamento riflette un bisogno diffuso di gestire ansia, stress e malessere emotivo, spesso legato a pressioni scolastiche, relazionali o familiari. L’uso di protossido d’azoto (noto come “gas esilarante”) e di cannabinoidi sintetici, anch’essi facilmente reperibili, si inserisce in questo contesto di automedicazione non controllata.
Nuove forme di dipendenza: gioco d’azzardo, videogiochi e uso problematico del digitale
Il rapporto ESPAD 2024 allarga lo sguardo anche alle dipendenze comportamentali, sempre più rilevanti nel contesto giovanile. In Italia, oltre 1,4 milioni di studenti hanno partecipato a forme di gioco d’azzardo negli ultimi dodici mesi, un dato in crescita rispetto agli anni precedenti. Tra questi, più di 290.000 sono minorenni che mostrano segnali di comportamento compulsivo legato alle scommesse online, ai gratta e vinci o alle piattaforme di gaming.
Analogamente, i disturbi correlati all’uso eccessivo dei videogiochi sono in aumento, con un numero crescente di adolescenti che manifestano sintomi di dipendenza: difficoltà a staccarsi dallo schermo, calo del rendimento scolastico, sociale e disturbi del sonno. Il 47% degli adolescenti dichiara inoltre un uso di Internet che interferisce con le attività quotidiane, indicando un consumo problematico delle tecnologie digitali, spesso legato ai social network e ai contenuti multimediali.
Tabagismo e consumo di alcol: tendenze contrastanti
Tra i segnali positivi, il rapporto registra una significativa riduzione del consumo di sigarette tradizionali tra gli adolescenti: dal 30% al 21% in pochi anni. Questo calore è attribuibile a una combinazione di fattori, tra cui campagne di sensibilizzazione nelle scuole, normative più severe sulla vendita del tabacco, politiche di prevenzione e l’introduzione di alternative come le sigarette elettroniche.
Tuttavia, l’età media di inizio del consumo di tabacco si attesta ancora tra i 15 ei 16 anni, soprattutto nei primi anni delle scuole superiori. Inoltre, l’uso di dispositivi elettronici per inalare la nicotina è in forte aumento tra i ragazzi tra i 14 ei 18 anni. Sebbene tali prodotti siano spesso presentati come meno dannosi, gli esperti sottolineano che non sono privi di rischi, soprattutto per lo sviluppo cerebrale e respiratorio degli adolescenti.
Il consumo di alcol rimane invece un tema critico. In Italia, il 64% degli adolescenti ha dichiarato di aver bevuto alcolici negli ultimi 12 mesi, una delle percentuali più alte dell’Unione Europea. Il consumo è spesso legato a fattori sociali – come il desiderio di appartenenza al gruppo – ma anche a motivazioni emotive, come la gestione dello stress o l’ansia legata alla vita scolastica. Il binge eating (consumo eccessivo in breve tempo) è particolarmente diffuso nel fine settimana, con conseguenze dirette sulla salute e sul comportamento.
Benessere psicologico e contesto socio-culturale
Il rapporto evidenzia che solo il 59% dei giovani intervistati si dichiara in buona salute mentale, con una marcata differenza di genere: il 70% dei ragazzi si sente psicologicamente stabile, contro il 49% delle ragazze. Questo dato riflette un disagio emotivo crescente, alimentato da un contesto sociale complesso, caratterizzato da pressioni accademiche, dinamiche relazionali instabili, esposizione costante ai social media e precarietà futura. Gli adolescenti di oggi crescono in un mondo iperconnesso, dove l’accesso immediato all’informazione e la pressione del “dove apparire” influenzano profondamente l’autostima e il benessere psicologico.
Strategie di prevenzione e intervento
A livello europeo, diversi paesi stanno implementando politiche integrate per contrastare le dipendenze giovanili. Tra le misure più efficaci si annoverano:
- Programmi educativi nelle scuole che coinvolgono anche le famiglie;
- Sportelli di ascolto psicologico e orientamento per studenti;
- Campagne di prevenzione sui comportamenti a rischio, adattate ai linguaggi giovanili;
- Collaborazioni tra istituzioni scolastiche, servizi sanitari locali e associazioni del territorio;
- Restrizioni all’accesso all’alcol e al gioco d’azzardo per i minori.
Tuttavia, il rapporto sottolinea la necessità di estendere tali iniziative anche ai giovani in contesti svantaggiati o socialmente marginalizzati, e di aggiornare i messaggi di prevenzione utilizzando i canali digitali ei linguaggi tipici delle piattaforme frequentate dai ragazzi, come TikTok, Instagram e YouTube.
Conclusioni
Il rapporto ESPAD 2024 conferma che, sebbene ci siano segnali incoraggianti – come ha affermato la fumo tradizionale – il fenomeno delle dipendenze giovanili si sta evolvendo in forme più complesse e multidimensionali. L’uso di sostanze potenti, l’automedicazione non controllata, le dipendenze digitali e il consumo eccessivo di alcol richiedono risposte articolate, tempestive e sensibili alle specificità del mondo giovanile.
La sfida resta aperta, ma cresce anche la consapevolezza. Le istituzioni, le scuole e le famiglie sono chiamate a collaborare in modo sinergico per costruire un ambiente protettivo, informato ed empatico, in grado di accompagnare i giovani in una fase cruciale della loro crescita personale e sociale.
Di Paolo Berretta (SIPaD)
Primo Ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità – Centro Nazionale Dipendenze e Doping.
Credits: Gruppo ESPAD (2025), Key findings from the 2024 European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs (ESPAD) [Risultati principali del progetto europeo di indagini scolastiche sull’alcol e altre droghe (ESPAD) del 2024], Agenzia dell’Unione europea sulle droghe, Lisbona, https://www.euda.europa.eu/publications
Foto di Brian Merrill da Pixabay
