
L’epatite C rappresenta ancora oggi una delle principali cause prevenibili di cirrosi epatica, epatocarcinoma e trapianto di fegato. Eppure, grazie agli antivirali ad azione diretta (DAA), oggi l’infezione da HCV è una malattia guaribile nella quasi totalità dei casi.
Per raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione dell’epatite C come minaccia per la salute pubblica è fondamentale intercettare precocemente le persone con infezione attiva, facilitare l’accesso allo screening e garantire percorsi terapeutici tempestivi, soprattutto nelle popolazioni più vulnerabili: persone con Disturbo da Uso di Sostanze, detenuti, migranti e soggetti con limitato accesso ai servizi sanitari.
In questo contesto assume particolare rilievo la recente approvazione da parte della Commissione Europea dell’estensione d’indicazione di glecaprevir/pibrentasvir per il trattamento dell’infezione acuta da HCV negli adulti e nei bambini a partire dai 3 anni di età.
Questa decisione consente di iniziare il trattamento fin dalla fase precoce dell’infezione, favorendo una presa in carico più rapida, interrompendo la trasmissione del virus e contribuendo concretamente agli obiettivi di eliminazione dell’HCV.
Per la Società Italiana Patologia da Dipendenza (SIPaD), la lotta all’Epatite C rappresenta una priorità strategica. I Servizi per le Dipendenze costituiscono uno dei principali setting di diagnosi, trattamento e prevenzione dell’HCV, attraverso programmi integrati di screening, linkage to care, trattamento antivirale e riduzione del danno.
- Eliminare l’epatite C è possibile!
- Significa investire nella diagnosi precoce, garantire un accesso equo alle cure e rafforzare l’integrazione tra medicina delle dipendenze, epatologia, medicina penitenziaria e cure territoriali.
- Curare l’HCV significa proteggere la salute della persona, interrompere la trasmissione dell’infezione e contribuire concretamente alla salute pubblica.
Foto di Julio César Velásquez Mejía da Pixabay
