10.09.26 – Il suicidio non è un fenomeno che possiamo continuare ad affrontare soltanto quando la crisi è già esplosa.
È una questione di salute pubblica, prevenzione e responsabilità delle istituzioni.
L’uso problematico di sostanze, l’alcol, gli oppioidi e le altre sostanze psicoattive possono aumentare significativamente la vulnerabilità e il rischio suicidario.

Ma oggi dobbiamo guardare anche a un altro fronte: l’abuso e l’uso incontrollato delle tecnologie digitali, soprattutto tra i più giovani.

Cyberbullismo, isolamento digitale, esposizione continua a contenuti autolesivi e suicidari e challenge pericolose diffuse sui social possono amplificare comportamenti impulsivi, emulativi e ad alto rischio.
Non possiamo limitarci a stigmatizzare questi fenomeni dopo che sono accaduti!

Dobbiamo prevenirli.

E qui i SerD e le loro equipe multidisciplinari devono essere considerati una parte integrante della strategia nazionale di prevenzione: servizi ai quali rivolgersi per intercettare precocemente fragilità, uso problematico di sostanze, comportamenti compulsivi e condizioni di rischio, collegando dipendenze, salute mentale, famiglia, scuola e territorio.

Adeguate politiche di prevenzione devono, inoltre, prevedere una serie di interventi efficaci di riduzione del rischio evidence-based, interventi precoci prima dell’evento terminale, informazione adeguata all’età dei destinatari attraverso specifici canali di comunicazione, percorsi idonei per facilitare l’accesso ai servizi e mantenere aperta la relazione con le persone più vulnerabili ed infine creazione di servizi ad hoc, separati dai comuni luoghi di cura delle dipendenze classiche ma gestiti da personale SerD.

Prevenire il suicidio significa anticipare il rischio.

  • Significa investire in servizi specifici.
  • Significa incrementare il personale in questi servizi.
  • Significa integrare salute mentale e dipendenze all’interno dei SerD, al di fuori di logiche improduttive caratterizzate da accorpamenti di organici fini a se stessi.
  • Significa proteggere i giovani anche nell’ambiente digitale.
  • Significa adottare politiche di riduzione del rischio fondate sulle evidenze e non sull’ideologia politica.

Tutto questo perché quando arriva l’emergenza, spesso, la prevenzione è già arrivata troppo tardi.