Spaccio di droghe e violenza: la politica faccia qualcosa per salvare questo paese


Quando la politica deciderà di affrontare seriamente e con la determinazione necessaria il tema della diffusione delle droghe nel nostro paese e della violenza che l’accompagna, potremo tirare tutti un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo di un processo di narcotizzazione che sta avanzando sempre più. Non sono un “terrorista” dell’informazione ma soltanto una persona che, da un quarto di secolo, segue il fenomeno del narcotraffico nazionale e internazionale, un po’ come osservatore privilegiato, potendo contare su dati e informazioni sufficientemente attendibili, un po’ avendo avuto esperienze di servizio dirette e pluriennali nel mondo criminale del traffico di stupefacenti. Non passa giorno che si debbano annotare molteplici fatti di cronaca sul punto davvero “stupefacenti”. E’ il caso, per esempio, accaduto il 9 dicembre a Pistoia con un operaio marocchino di trent’anni entrato in un bar alla ricerca di clienti cui vendere hashish, come se tutto ciò fosse naturale.  La ricerca è andata male perché il cliente “adescato” era un poliziotto fuori servizio che ha aderito all’invito di comprare alcuni etti di stupefacente ammanettando, poi, lo spacciatore una volta giunti in casa dove sono stati sequestrati oltre 4 etti di hashish. Vendita di droghe che avviene anche in maniera piuttosto sbrigativa, in strada, da due auto che si affiancano per pochi attimi. Come è accaduto ad Avezzano (L’Aquila), sempre il 9 dicembre,dove due albanesi (irregolari) sono stati bloccati dagli agenti di una volante della polizia dopo che avevano ceduto dal finestrino della loro auto alcune dosi di cocaina ad un acquirente anch’egli automontato.

Che gli spacciatori siano in gran parte stranieri non è una novità. Lascia, comunque, perplessi che la vendita avvenga, in modo quasi sfacciato, all’interno di un centro di accoglienza per migranti. E’ successo a Brognaturo (Vibo Valentia), nella struttura, gestita dalla cooperativa “Stella del Sud”, per stranieri richiedenti asilo che ospita oltre cento persone, dove gli agenti del Commissariato di Serra hanno arrestato un pakistano e un ghanese sequestrando 434grammi di marijuana confezionata in dosi e nascosta in ingegnosi nascondigli all’interno del centro. Blitz quotidiani anche a Napoli dove, nel fine della settimana passata, la polizia, nel corso delle consuete “retate” ha fermato diversi stranieri tra cui tre gambiani arrestati per la detenzione di diverse dosi di cocaina, hashish e marijuana. Tutti condannati per direttissima ma con pena sospesa e,quindi, tornati liberi per continuare la loro “attività”. E’ andata meglio a Colleferro (Roma), dove i carabinieri ( sempre il 9 dicembre), in un circolo frequentato anche da adolescenti e minorenni, al termine di indagini sviluppate nel corso di un anno, hanno arrestato undici persone per spaccio di stupefacenti ed estorsioni con gravi minacce e violenze fisiche a chi non pagava la droga. Violenze inconcepibili anche quelle messe in atto a Napoli, nel rione Salicelle, dove, il 10 dicembre,dopo l’arresto in flagranza di due pusher da  parte di due giovani agenti di polizia, il Commissariato di P.S. è stato preso d’assalto da una moltitudine di uomini, donne (persino bambini), per liberare i due “guaglioni”. E che dire, poi, di tutta la gente che, a Tor Bella Monaca, ha accerchiato poliziotti e carabinieri che alcuni giorni fa avevano arrestato cinque spacciatori?

Non è andata bene neanche alla famiglia che a Frosinone  aveva trasformato la propria casa in un supermarket della droga. Padre, madre e figlio soni stati ammanettati dagli agenti di polizia che, con stupore, hanno trovato dosi di hashish, eroina e metadone anche nel freezer, tra alcune confezioni di piselli e di carne. Un reggiseno “rinforzato” era , invece, quello di una nigeriana che, bloccata dalla polizia a Trento, vi occultava ben tre chilogrammi di cocaina.  Omicidio per droga (cocaina) e soldi quello di piazzale Loreto (Milano) alcuni giorni fa conclusosi con l’arresto, il 10 dicembre, di un dominicano rifugiatosi in casa di una parente a Bettolle di Sinalunga (Siena). Sono soltanto alcuni degli episodi che evidenziano un livello di pericolosità e di pervasività del traffico di stupefacenti ampiamente superato e che devono sollecitare la classe politica dirigente di questo paese, senza ulteriore indugio, alla adozione di straordinarie strategie di politica criminale. Se non si vuole che anche il nostro paese diventi, definitivamente, l’Eden degli spacciatori. 

di Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).