Le città invase da stupefacenti e spacciatori


Da Modena a Primavalle (quartiere romano) per rifornire di metamfetamina il mercato locale, un filippino in trasferta viene arrestato dalla polizia il 4 febbraio scorso. E’ soltanto uno degli episodi di spaccio andati male nelle ultime settantadue ore in molte città grazie all’intervento di polizia, carabinieri e finanzieri. E sono stati proprio questi ultimi, in collaborazione con personale delle Dogane, a sequestrare, all’aeroporto di Fiumicino oltre 30kg di eroina occultati in flaconi di shampoo, in barattoli di tè o nei doppi fondi di valigie e trolley nella disponibilità di corrieri pakistani, ivoriani e nigeriani. Tutti italiani, invece, i quattro “spacciatori del week end” arrestati dalla polizia di Pescara con mezzo chilogrammo di marijuana e alcune decine di grammi di eroina e cocaina. Droghe che, ormai, si vendono sfacciatamente un po’ dappertutto come alle Cascine, un tempo romantico posto di Firenze e oggi al centro dello spaccio con le dosi che vengono sotterrate o nascoste nei cespugli, tra gli alberi, sotto le panchine.

C’è, poi, chi falsifica ricette per acquistare morfina nelle farmacie. E’ accaduto a Vigevano (Pavia), dove gli agenti di polizia hanno bloccato un giovane di venticinque  anni che durante una degenza in ospedale si era impossessato di timbri e ricettari grazie ai quali era riuscito a falsificare un centinaio di ricette. A Crotone, invece, due persone, tra cui un sessantenne, sono stati denunciati per la detenzione di cocaina nascosta in una intercapedine tra due solai di un fabbricato. A Roma, nel quartiere di Tor Bella Monaca, i poliziotti hanno ammanettato un pusher che in casa nascondeva hashish, cocaina, marijuana e una bomba a mano in perfetto stato. Alla piazza romana erano pure destinati i due quintali di marijuana e due chilogrammi e mezzo di cocaina trovati dalla polizia spagnola a Guadalajara nella abitazione di Corrado Roncali trafficante internazionale ricercato per vari reati sugli stupefacenti.

Due cani, particolarmente aggressivi, erano a guardia di una casa in contrada Venna (Chieti), dove la polizia ha sequestrato circa 700grammi di cocaina arrestando due coniugi romeni e un albanese. Albanesi che detengono il monopolio del traffico di droghe lungo tutta la costa pugliese come ha ricordato anche la recente operazione “Coast to coast” condotta dalla squadra mobile di Foggia e dal Commissariato di Manfredonia che ha portato in carcere 13 persone per aver importato tonnellate di marijuana dall’Albania. A Varese, poi, si possono comprare hashish e marijuana tranquillamente in piazza o ai giardini pubblici con una “mappa dello spaccio” piuttosto circostanziata pubblicata il 2 febbraio sul quotidiano La Provincia di Varese. A Torino finiscono, temporaneamente, l’attività di spaccio due marocchini pizzicati dai poliziotti della Mobile con una ventina di chilogrammi di hashish nascosti all’interno del serbatoio di carburante della Ford su cui viaggiavano. E sempre in un’autovettura, nascosti nella portiera, si trovavano due chilogrammi di hashish nella disponibilità di un marocchino, ufficialmente disoccupato, arrestato dalla polizia di Verbania. Nelle stesse ore, all’altro capo della Penisola, la polizia di Trapani arrestava un cinquantacinquenne che, all’interno di una bar del centro storico di Mazara del Vallo, spacciava tranquillamente cocaina.

E, per restare in Sicilia, a Camaro (Messina) un giovane è finito in carcere dopo che la polizia aveva trovato in casa 474grammi di marijuana nascosti dietro una finta porta ricavata nell’androne del palazzo. A Cosenza ha rischiato grosso un  giovane spacciatore che alla vista della polizia ha ingerito una dose di cocaina che teneva in tasca ( altri quantitativi sono stati trovati in casa). Ancora stranieri, per giunta ospiti di un centro di accoglienza, coinvolti nello spaccio. Stavolta è successo a Catanzaro dove un giovane ghanese di ventidue anni è finito in manette per la seconda volta in poco più di un mese dopo che la polizia lo aveva trovato con una ventina di dosi di marijuana. Altra storia, invece, quella di “nonna Rosa”, una signora di 57 anni arrestata a Bollate (Milano) dagli agenti del Commissariato di Quarto Oggiaro con tre etti cocaina purissima al 92% tenuti in casa. Sono soltanto alcuni degli interventi antidroga fatti nelle ultime ore dalle forze di polizia che emergono dalla lettura della rassegna stampa locale curata sul sito della Polizia di Stato e che ci aiutano a comprendere la drammatica situazione delle tossicodipendenze e del traffico nel nostro paese.

 

di Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).