30.04.25 – Il Sistema Nazionale di Allerta Precoce ha recentemente segnalato, tramite informative ai centri collaborativi del NEWS-D (National Early Warning System on Drugs), il sequestro di materiali contenenti nitazeni sul territorio italiano.

I nitazeni sono oppioidi sintetici con elevata potenza agonista sui recettori μ degli oppioidi, che può essere causa di intossicazione acuta (overdose) con depressione centrale e respiratoria di rapida comparsa e lenta risoluzione.

Si ricorda che l’antidoto da utilizzare in caso di intossicazione da oppioidi è il naloxone, disponibile in fiale da 0,4 mg/ml. La dose consigliata è di 1-10 fiale in bolo, da somministrare per via endovenosa, intramuscolare o sottocutanea, con possibili somministrazioni ripetute o infusione continua fino alla risoluzione della sintomatologia (normalizzazione della saturazione di O2, ripresa della coscienza).

La stessa formulazione è somministrabile anche per aerosol mediante apposito device. E’ disponibile anche una formulazione spray nasale in flaconi monodose da 0.1 ml/1.8 mg, autorizzato anch’esso come “medicinale senza obbligo di prescrizione” (SOP). La dose raccomandata è 1,8 mg somministrati in una sola narice (uno spray nasale). Se il paziente non risponde, la seconda dose deve essere somministrata dopo 2-3 minuti.

Teoricamente l’elevata potenza dei nitazeni (così come dei fentanili) può limitare l’efficacia del trattamento antidotico con naloxone, anche se i dati di letteratura in merito alla dose efficace di antidoto per contrastare la depressione respiratoria da nuovi oppioidi sintetici sono contrastanti.

Dopo la somministrazione di naloxone, è sempre necessario attivare i soccorsi per la necessaria valutazione del soggetto e il congruo periodo di osservazione durante il quale potrebbe essere necessaria la somministrazione di dosi di antidoto ulteriori.

Altra criticità è la possibile assunzione inconsapevole da parte dei soggetti che consumano sostanze, soprattutto se per via iniettiva, a causa del diverso grado di tolleranza ad oppioidi e oppiacei.

Stante l’elevata pericolosità della presenza di nitazeni sul territorio italiano e dei rischi ad essa associati per i soggetti con Disturbo da Uso di Sostanze, oltre a prendere visione del “Piano Nazionale di Prevenzione Contro l’Uso Improprio di Fentanyl e di Altri Oppioidi Sintetici” redatto dal Dipartimento per le Politiche Contro la Droga e le altre Dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si raccomanda ai Servizi per le Dipendenze, anche in assenza di specifici servizi di riduzione del danno o a bassa soglia, di:

  • mantenere disponibile una scorta adeguata di naloxone presso i propri ambulatori, da affidare ai pazienti che ne facciano richiesta o noti per uso iniettivo di sostanze, insieme a materiale sterile per l’eventuale utilizzo;
  • raccomandare ai pazienti di non assumere sostanze da soli, al fine di rendere possibile la somministrazione di naloxone da parte di un altro soggetto in caso di necessità;
  • sensibilizzare la rete dell’emergenza-urgenza del proprio territorio, al fine di richiedere accertamenti diagnostici di II livello per la rilevazione di oppioidi sintetici in caso di quadri di presentazione compatibili (coma, miosi, bradipnea/arresto respiratorio), soprattutto in presenza di negatività per oppioidi al test di screening ma anche in caso di poliabuso con altre sostanze (stimolanti o sedativi).

Per rendere possibili tali analisi è necessario chiedere di conservare in frigorifero campioni biologici (sangue e urina) del soggetto intossicato al momento dell’accesso in pronto soccorso, in modo che venga poi predisposto l’invio al laboratorio di II livello identificato.

Ai servizi di bassa soglia o dedicati ad attività di riduzione del danno si raccomanda di mantenere la distribuzione di naloxone e materiale sterile, informare adeguatamente i consumatori di sostanze illecite e segnalare alla rete di allerta eventuali criticità rilevate, anche tramite i servizi di drug checking.