03.10.22 – Riccardo Gatti, medico psichiatra e responsabile del Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL città di Milano, riflette sui limiti strutturali del paradigma dell’emergenza che da decenni domina l’atteggiamento delle istituzioni e dei poteri pubblici di fronte alle sostanze psicoattive.

Questo approccio spesso manca il vero bersaglio, che dovrebbe essere la tutela della salute, considerando invece prioritario l’intervento repressivo verso le sostanze illegali e trascurando gli effetti, sulla salute collettiva, della diffusione e della promozione delle sostanze legali.

Invece, è proprio l’assetto istituzionale, normativo e culturale che governa gli interventi sulle droghe che rischia di mettere in secondo piano gli effetti dannosi dell’uso di sostanze legali e illegali per concentrarsi sull’uso patologico, sulle dipendenze.

Se tale approccio consente di limitare in Italia i decessi per overdose e di dare assistenza e cure a un nucleo consistente di persone con problemi di dipendenza, è carente sul versante della prevenzione e dell’aggancio con i consumatori sommersi.

Ciò è frutto dei limiti dell’approccio emergenziale alla questione droghe: sarebbe più utile, secondo Gatti, sviluppare un approccio che consideri il fenomeno del consumo di droghe, legali e illegali, un’endemia e che quindi si attrezzi, come sistema di interventi, di conseguenza.

 

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