29.07.22 – Smettere di fumare da un giorno all’altro è il sogno di molti, ma non sempre è fattibile, divisi tra la voglia di farcela e il desiderio improvviso di accendersi una sigaretta. Un domani, forse, accanto ai prodotti sostitutivi a base di nicotina o agli altri farmaci e metodi di comprovata efficacia, si potrà pensare di bersagliare un determinato circuito cerebrale che pare essere coinvolto nello spegnimento delle dipendenze. A darne notizia è uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Nature Medicine, condotto dai ricercatori dell’Università finlandese di Turku, del Centro medico Beth Israel Deaconess di Boston e del programma di ricerca interno dell’Istituto nazionale sull’abuso di sostanze di Baltimora.

I trattamenti basati su piccole lesioni praticate per via chirurgica e sulla stimolazione cerebrale sono già identificate come opzioni terapeutiche promettenti per spegnere le dipendenze da sostanze. Finora, però, l’assenza di un bersaglio definito verso il quale indirizzare queste terapie ne ha molto limitato l’efficacia. Le lesioni causate da traumi, possono essere utili per identificare le aree del cervello coinvolte nei meccanismi sottesi alle dipendenze. In rare circostanze, infatti, alcuni pazienti colpiti da ictus hanno sperimentato la scomparsa delle dipendenze, traducendosi quindi in un beneficio terapeutico per il paziente.

 

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