
22.07.22 – “Violenza e dipendenza patologica” è il titolo di un report di ricerca condotto dal gruppo di lavoro del Dipartimento Patologia delle Dipendenze della ASL di Alessandria, che nasce dall’esigenza di indagare il tema della violenza che si ritrova spesso nelle relazioni affettive, amicali e familiari di persone con dipendenze patologiche.
Il progetto é stato finanziato dal Ministero dell’Interno, dal Dipartimento per le Libertà Civili e Immigrazione, e dal Fondo United Nations Relief an Rehabilitation Administration (UNRRA). Il report contiene le riflessioni conclusive sulla ricerca effettuata e alcune linee guida utili per confrontarsi con questa problematica che sempre più spesso si presenta nei servizi che si confrontano con le dipendenze. In genere si tratta di “(…) reati contro la persona come percosse, stalking o maltrattamenti nei confronti dei minori presenti nel nucleo familiare”. Di fronte a queste situazioni il report si propone come “(…) uno strumento di confronto, pensiero ed elaborazione di modalità operative che possano facilitare i diversi professionisti nell’individuazione precoce della violenza e nell’elaborazione di un più efficace percorso di trattamento per questo tipo di pazienti”. L’elaborazione finale di linee guida va intesa come una modalità di intervento non solo rivolta alla persona maltrattante che accede al servizio dipendenze, ma anche alle vittime di questa violenza, solitamente familiari che sono prevalentemente donne e figli.
“(…) Il lavoro con gli autori di violenze domestiche ha come scopo prioritario l’interruzione immediata delle violenze, al fine di garantire la sicurezza delle vittime. Allo stesso tempo deve essere visto anche come parte di un processo più ampio di cambiamento culturale e politico per il superamento degli stereotipi di genere, della gerarchia tra uomo e donna che porta alla discriminazione e alla violenza di genere, così come di ogni altra forma di violenza e discriminazione“.
Copia integrale del testo si può trovare sul sito fonte, al seguente link.
Foto di Hamed Mehrnik da Pixabay
