04.04.22 – La National Institute of Drug Abuse (NIDA) ha effettuato una ricerca che evidenziato come le motivazioni all’uso di droghe o alcol, le modalità di consumo e le stesse risposte alle sostanze da parte delle donne siano spesso molto diverse rispetto agli uomini, anche se gli uomini, in quasi tutte le fasce d’età, risultano vittime di una dipendenza patologica in misura maggiore rispetto all’altro sesso.

Il modo delle donne di avvicinarsi all’uso di sostanze deve quindi essere considerato nel percorso di cura, tenendo conto di alcune peculiarità: basti pensare, ad esempio, ai problemi relativi al ciclo mestruale, alla fertilità e all’inizio precoce della menopausa in donne con disturbi da dipendenza, senza dimenticare poi che l’uso di sostanze durante la gravidanza e l’allattamento può risultare dannoso per lo sviluppo dei bambini.

Le donne, in gravidanza o meno, hanno esigenze particolari che è necessario affrontate durante il percorso di cura che, per essere efficace, dovrebbe riconoscere le differenze di sesso e genere, fino a comprendere tipologie specifiche di traumi che le donne a volte devono affrontare, fornendo supporto per chi ha esigenze di assistenza all’infanzia, con approcci specifici basati su evidenze cliniche.

Trova quindi piena applicazione anche nella cura di una dipendenza patologica la cosiddetta “medicina di genere” ovvero quella branca della medicina che studia le differenze biologiche e socio-culturali tra uomini e donne e l’influenza di questi fattori sullo stato di salute e di malattia, nonché sulla risposta alle terapie di ogni persona.

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Foto di ElisaRiva da Pixabay