16.06.21 – Con la diffusione dello Smart Working è calato bruscamente il numero degli infortuni nel tragitto casa-lavoro, tuttavia questa nuova modalità agile non è esente da rischi per la salute. Lo ha messo nero su bianco l’indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “Salute e sicurezza sul lavoro nella pandemia: nuovi rischi e prospettive di evoluzione dei modelli di gestione”, presentata durante il Forum Annuale della Sicurezza sul Lavoro.
I nuovi rischi per la salute degli smart workers riguardano la sicurezza dell’ambiente in cui si lavora e altre possibili criticità fisiche e psicologiche. Secondo l’indagine, infatti, i rischi sono potenzialmente legati a un ambiente di lavoro non a norma per quanto riguarda il rispetto delle normative minime di sicurezza impiantistica (elettrica, antincendio).
Il 48,3% degli smart workers, inoltre, mette in evidenza la comparsa di disturbi e problemi fisici legati all’inadeguatezza delle postazioni domestiche, ma a emergere sono anche problematiche inerenti all’aumento dello stress collegato ai tempi di lavoro dilatati, all’ansia da prestazione (49,7%), all’indebolimento delle relazioni aziendali (49,7%), alla paura di marginalizzazione (47%) e alla disaffezione verso il lavoro (39,9%).
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