05.04.21 – Il consumo di alcol è vietato fino ai 18 anni, ma molti giovanissimi bevono lo stesso, magari inconsapevoli dei rischi per la salute negli anni a venire. Oggi una nuova ricerca condotta dall’ospedale universitario di Kuopio e dall’università della Finlandia orientale dimostra che negli adolescenti il cosiddetto binge drinking potrebbe contribuire alle alterazioni del cervello, visibili già nella prima età adulta.

Rilevate per ora in un piccolo campione di giovani, riguarderebbero il cervelletto, coinvolto in alcune importanti funzioni cognitive. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Alcohol. Il binge drinking – o abbuffata alcolica – consiste nel bere più di cinque o sei bicchieri in una stessa occasione – per esempio dall’ora dell’aperitivo al dopocena – è un comportamento rischioso. In generale, un consumo eccessivo di alcol è dannoso a tutte le età e gli scienziati hanno dimostrato che negli adulti quest’abitudine protratta nel tempo può portare a danni al cervelletto, un’area che prende parte al controllo dei movimenti, ad alcune importanti funzioni cognitive quali l’attenzione, la memorizzazione, il linguaggio, e alla regolazione degli impulsi legati alla paura e al piacere.

Se il ruolo negli adulti era noto, ancora il potenziale impatto sugli adolescenti e sui ventenni non sembrava così chiaro.

(…omissis…)

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