18-09-20 – Una conseguenza comune del consumo cronicamente elevato di alcol è un declino della funzione cognitiva, che può persino progredire fino a una demenza conclamata. Tuttavia, non comprendiamo ancora appieno come l’alcol danneggi il cervello.

Un gruppo di ricerca guidato da Stephan Listabarth del Dipartimento di Psichiatria e Psicoterapia di MedUni Vienna, Divisione di Psichiatria Sociale, ha ora sviluppato un’ipotesi in base alla quale i depositi di ferro nel cervello, derivanti dalla carenza di vitamina B1 indotta dall’alcol, possono essere considerati fattori chiave in declino cognitivo. Il lavoro è stato ora pubblicato sulla principale rivista Alzheimer’s and Dementia.

In Austria, circa il 5% della popolazione è dipendente dall’alcol dall’età di 15 anni in poi. Ciò significa che circa 365.000 persone sono colpite dalle pericolose conseguenze per la salute associate all’elevato consumo di alcol.

Una di queste conseguenze è un declino della funzione cognitiva, in particolare la memoria e l’astrazione. Questo quadro è indicato come demenza alcol-correlata.

Tuttavia, non comprendiamo ancora del tutto l’esatto meccanismo patologico, cioè il modo in cui il cervello viene danneggiato dall’alcol.

I ricercatori Stephan Listabarth, Daniel König e Benjamin Vyssoki del Dipartimento di Psichiatria e Psicoterapia, Divisione di Psichiatria Sociale di MedUni Vienna e Simon Hametner del Dipartimento di Neurologia, Divisione di Neuropatologia e Neurochimica di MedUni Vienna, hanno ora avanzato un’ipotesi plausibile per spiegare il danno cerebrale alcol-indotto: il deterioramento cognitivo è causato da depositi di ferro nel cervello ma la somministrazione di vitamina B1 potrebbe proteggere il cervello da questi depositi.

(…omissis…)

copia integrale del testo si può trovare sul sito fonte, al seguente link: https://www.psiconline.it/news-di-psicologia