24-06-20 – Di Serena Mancioppi. Negli ultimi 30 anni il numero di persone che vivono da sole è raddoppiato. Uno studio condotto al Finnish Institute of Occupational Health dimostra che il rischio di depressione è quasi l’80% in più per coloro che vivono da soli rispetto alle persone che vivono in qualsiasi tipo di gruppo sociale o familiare.
Nelle donne un terzo di questo rischio è attribuibile a fattori socio-demografici, come la mancanza di istruzione e il basso reddito. Per gli uomini i fattori determinanti includono l’ambiente in cui scarseggiano i posti di lavoro, la mancanza di sostegno sul posto di lavoro o nella vita privata, e il bere “pesante”.
E’ noto che vivere da soli può aumentare il rischio di problemi di salute mentale negli anziani e nei genitori single, ma poco si sa circa gli effetti del vivere da soli sulle persone in età lavorativa. I ricercatori finlandesi hanno monitorato 3500 uomini e donne in età lavorativa per un periodo di sette anni e hanno confrontato la loro situazione di vita con i fattori di rischio psicosociali, socio-demografici, e di salute, tra cui fumo, alcolismo, bassa attività fisica, uso di antidepressivi.
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