10-02-20 – Primi risultati incoraggianti sulla stimolazione transcranica utilizzata su 160 pazienti. «Ma ancora non è riconosciuta dal Sistema sanitario». La storia di Antonio: così sono riuscito a rinascere. ata circa vent’anni fa per curare gravi forme di depressione farmaco-resistente, la stimolazione magnetica transcranica (Tms) è utilizzata con efficacia anche nel trattamento delle dipendenze patologiche. In Italia è stata introdotta con questo scopo soltanto nel 2016, ma i risultati ottenuti finora, in particolar modo per la cura dell’azzardopatia, sono incoraggianti. Il centro “La promessa” di Roma ha avviato una sperimentazione tre anni fa, inserendo la terapia in un protocollo multidisciplinare per il trattamento delle persone dipendenti da sostanze e dal gioco. E i numeri sono sorprendenti.
«Su un gruppo di circa 150-160 pazienti abbiamo riscontrato una media del 75% di recupero – spiega il dottor Fabrizio Fanella, psicologo, direttore sanitario del centro e membro dell’Osservatorio regionale del Lazio per la prevenzione delle ludopatie –. Una percentuale molto alta, considerando che la terapia dura in genere tre mesi, anche se e a volte viene mantenuta fino sei mesi o anche a un anno. Funziona molto bene per l’azzardo, perché non c’è dipendenza chimica, solo comportamentale, e quindi non servono farmaci a sostegno del trattamento». Fanella è uno dei massimi esperti italiani nel campo delle dipendenze patologiche.
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