07-02-20 – Le bevande alcoliche non sono «amiche» del cervello. Si sa da tempo, infatti, che anche il consumo moderato e regolare di alcolici è in grado di recare un danno strutturale e funzionale al principale organo del sistema nervoso centrale. Un aspetto che riguarda tanto i giovani (il cui cervello è in formazione) quanto gli anziani (per età già esposti a un rischio più alto di sviluppare disturbi psichiatrici e malattie neurodegenerative) e che non si esaurisce nel momento in cui si smette di consumare birra, vino e superalcolici. Le conseguenze sembrano infatti protrarsi anche nelle prime fasi astinenza e sono proporzionate ai consumi avuti nel tempo.
Sei settimane, un mese e mezzo: è questo il periodo dopo il quale il progredire delle lesioni cerebrali è stato registrato in un gruppo di 90 pazienti adulti in cura per disintossicarsi dall’alcol all’Istituto di Salute Mentale di Mannheim (Germania). Il dato emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Jama Psychiatry, condotta al fine di valutare l’«impatto» della disassuefazione sul cervello. Le persone in cura – al pari di quelle sane coinvolte nello studio come «controlli» – sono state sottoposte a una particolare risonanza magnetica che evidenzia le variazioni della mobilità dei protoni dell’acqua in un tessuto biologico.
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