05-12-19 – In Italia sono quasi 280.000 i pazienti con virus da epatite C (HCV) ancora da diagnosticare, di cui circa 146mila avrebbero contratto l’infezione attraverso l’utilizzo anche pregresso di sostanze stupefacenti, 80mila mediante il riutilizzo di aghi da tatuaggi o piercing e 30mila attraverso trasmissione sessuale.

È quanto emerge da uno studio (aggiornato a novembre 2019) basato su un modello matematico, presentato lo scorso novembre dalla dottoressa Loreta Kondili, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità, al Congresso annuale dell’American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD).