Dal sito “La Stampa” presentiamo uno stralcio dell’intervista a Massimo Volpe, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare. Anche se rimangono la prima causa di morte nei Paesi industrializzati, le malattie cardiovascolari si riescono a curare con sempre maggiore successo. Complice la possibilità di intervenire per via endovascolare, infarti ed ictus fanno meno paura e aumenta sempre di più il numero di persone che sopravvivono a questi eventi. Ma l’effetto paradossale di questi importanti risultati raggiunti è la massiccia presenza di malati cronici. «Investire in prevenzione -spiega il professor Massimo Volpe, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare- è oggi più che mai fondamentale».
Cosa significa in concreto fare prevenzione cardiovascolare?
Significa da una parte fare un lavoro sulle strategie di popolazione, facilitando un’alimentazione corretta, dissuadendo dal fumo di sigaretta, impegnandosi a fondo nel favorire l’attività fisica dei cittadini. Ma prevenzione oggi significa anche il giusto ricorso ai farmaci. Oggi la prevenzione cardiovascolare non è più solo un concetto epidemiologico, qual era 30 anni fa, ma si può concretamente fare. Ogni medico la può fare, usando in maniera corretta e appropriata i farmaci antipertensivi, gli ipo-colesterolemizzanti, gli anti-diabetici e, nelle giuste fasce d’età, anche i farmaci anti-piastrinici. Insomma oggi abbiamo gli strumenti, i farmaci, per rendere concreta quella che trent’anni fa era ancora un’operazione abbastanza astratta. Ma anche questo richiede un impegno da parte dei medici.
(…omissis…)
copia integrale del testo si può trovare sul sito fonte, al seguente link: www.lastampa.it
