Nel tempo, diversi gruppi di ricerca hanno identificato, a livello comportamentale e fisiologico, il “craving” come elemento comune alla stragrande maggioranza delle dipendenze. Meccanismo patologico in certo modo slegato dalla “dipendenza fisica”, è stato a lungo studiato perché sembra sottostare a meccanismi neurofisiologici distinti, prestandosi così potenzialmente ad approcci terapeutici diversificati.

Sarà proprio il craving, questo spasmodico desiderio d’assunzione su cui si sta sempre più focalizzando la ricerca neuroscientifica di settore, l’argomento cardine della nuova edizione della Scuola di Neuroetica del Laboratorio Interdisciplinare per le Scienze Naturali e Umanistiche della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA), che avrà luogo a Trieste dal 4 a 6 dicembre.

Tutte le info su: http://neuroetica.sissa.it/