Il mercato illecito degli stupefacenti ha assunto in Canada dimensioni ragguardevoli se si da uno sguardo ai sequestri che, ogni anno, effettuano le leggendarie Giubbe Rosse della Royal Canadian Mounted Police (unica forza di polizia in tutto il paese). La marijuana canadese continua a rappresentare circa l’80% del totale dei sequestri che negli ultimi cinque anni sono stati, complesivamente, di circa 140 tonnellate. Le coltivazioni di cannabis interessano, in particolare, aree disabitate o rurali dove gli affitti dei campi sono molto bassi o zone impervie come quelle delle Crown Lands nella parte settentrionale del paese.

La maggiore quantità di marijuana proviene sempre dalle tre province di Ontario, Quebec e British Columbia. Anche nel 2015 e in questo scorcio di anno si è registrato un aumento delle coltivazioni in abitazioni, serre e capannoni. In alcuni casi, i coltivatori, per proteggere le colture e scoraggiare la polizia, hanno collocato trappole che avrebbero potuto arrecare seri danni alle persone che si fossero avvicinate. Le coltivazioni indoor presentano, tuttavia, alcune problematicità come, per esempio, il pericolo di corti circuiti e incendi dovuti a impianti elettrici “modificati” per assicurare adeguati livelli di calore alle piante o i rischi connessi ad una inadeguata ventilazione delle serre e ad una accentuata concentrazione di sostanze chimiche che possono causare produzione di gas anche letale per le persone addette alla coltivazione.

L’elevata temperatura che si raggiunge all’interno delle abitazioni private dove si coltivano serre di marijuana ( in alcuni casi la polizia ha trovato addirittura tremila piante) è dovuta essenzialmente all’utilizzo di molte lampade, ciascuna delle quali anche di mille watt e, quindi, con un consumo notevole di energia elettrica che può causare anche picchi di corrente nelle zone vicine. In genere, le abitazioni in cui si trovavano coltivazioni indoor presentavano formazioni di condensa sulle finestre, avevano vetri e infissi oscurati, fertilizzanti e cavi elettrici depositati all’interno della zona. In alcuni casi la vigilanza  era affidata a grossi cani da guardia.

L’hashish circolante è, in genere, di provenienza giamaicana e indiana. Quest’ultima comunità è molto ben inserita nel contesto sociale canadese. Due ministri di origine indiana (sikh), fanno parte del governo attuale con il primo ministro Justin Trudeau, in carica da meno di un anno).  Nella zona di Vancouver è molto diffuso il “budder” con un’elevata concentrazione di olio di hashish. Inalare tre grammi di “budder” è come fumare un centinaio di sigarette di marijuana.

L’eroina continua a mantenersi su livelli di consumo bassi nel complesso, con sequestri di un centinaio di chilogrammi l’anno (nel 2015 scesi a una ottantina di chilogrammi). Particolarmente diffusa la pasta di oppio ( “dode” venduta anche a un dollaro al grammo) nel contesto delle comunità asiatiche stanziali a Toronto e Vancouver.

Il mercato della cocaina “tira” abbastanza assorbendo dalle 15 alle 20 tonnellate l’anno ed è gestito dai colombiani con una presenza significativa della criminalità organizzata italiana che, da molti anni, è presente nel paese.

Il Canada rimane uno dei maggiori produttori mondiali di “ecstasy” ( mediletiossimentamfetamina) e, oltre a soddisfare la domanda interna è il primo fornitore del mercato statunitense. Occultati in abitazioni private o in magazzini chimici e industriali, son stati individuati anche nel corrente anno attrezzati laboratori clandestini, in particolare nell’Ontario e nella British Columbia, per produrre “luccicanti” pasticche di ecstasy. I gruppi criminali maggiormente coinvolti in questo ambito sono quelli cinesi, indo-canadesi e vietnamiti. Particolarmente diffuso anche il Khat tra le comunità di somali, etiopi, yemeniti e kenioti presenti da tempo nel paese mentre l'”hagigat” ( dalla parola ebraica hagiga che vuol dire festeggiamento e khat) è la droga in pillole particolarmente diffusa tra i giovani israeliani.

 

di Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).