25.09.26 – Un recente ciclo di seminari professionalizzanti, organizzato presso l’Università degli Studi di Catania in sinergia con il Servizio Territoriale per le Dipendenze Patologiche dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) locale, ha posto l’accento sulla necessità di un approccio innovativo alla governance dei servizi per le dipendenze. L’iniziativa, strutturata in tre appuntamenti formativi, ha mirato ad analizzare l’organizzazione delle risorse e le prospettive di innovazione nel settore, coinvolgendo direttamente la popolazione studentesca.

Il percorso formativo ha preso in esame l’architettura dei servizi territoriali alla luce della recente normativa regionale, affrontando il fenomeno delle dipendenze attraverso una lente multidisciplinare che integra competenze storiche, organizzative, cliniche e sociologiche. Particolare attenzione è stata dedicata alle frontiere emergenti del fenomeno, includendo le dipendenze comportamentali (in particolare il Gioco d’Azzardo Patologico, GAP), l’abuso di sostanze legali quali alcol e tabacco, e la diffusione delle nuove sostanze psicoattive NPS.
 
Un elemento distintivo dell’iniziativa è stata la raccolta di dati empirici mediante questionari somministrati agli studenti, coordinati da esperti sociologi del Gruppo di lavoro sul Gioco d’Azzardo Patologico. I dati preliminari delineano un quadro complessivamente moderato: la maggior parte dei giovani intervistati non riporta condotte di gioco d’azzardo o un consumo di sostanze classificabile come problematico. Tuttavia, emerge una quota non trascurabile di soggetti che riferisce un avvicinamento a forme di azzardo come le scommesse sportive, i gratta e vinci e l’utilizzo di slot machine. Oltre ai dati quantitativi, l’indagine qualitativa ha evidenziato una marcata richiesta, da parte della fascia giovanile, di spazi di ascolto attivo e di una comunicazione istituzionale più empatica e mirata.
 
Questa evidenza supporta un cambio di paradigma nella sanità pubblica locale: l’obiettivo strategico si sta spostando dalla mera gestione clinica della patologia verso un modello di prevenzione primaria e proattiva. Tale approccio prevede l’intervento diretto nei contesti di vita quotidiana dei giovani (fascia 14-29 anni), utilizzando linguaggi e canali di comunicazione riconoscibili dal target. La collaborazione tra il mondo accademico e i servizi sanitari si configura quindi come uno strumento essenziale per sviluppare campagne di marketing sociale sostenibili, trasformando le competenze degli studenti in risorse operative a supporto della salute pubblica.