25.03.26 – A metà marzo, nella sede istituzionale che rappresenta il Governo nella provincia di Macerata, si è tenuto un vertice operativo dedicato al rinnovamento delle strategie di contrasto all’abuso di sostanze. L’iniziativa, voluta dal rappresentante prefettizio Giovanni Signer, ha avuto come scopo principale l’analisi dei risultati ottenuti nelle gestioni passate e la definizione di un nuovo percorso collaborativo. L’attenzione è stata focalizzata sulla necessità di aggiornare gli strumenti di prevenzione, con una priorità assoluta rivolta alla tutela dei minori e degli adolescenti, categorie statisticamente più vulnerabili ai disturbi legati all’uso di stupefacenti o a comportamenti compulsivi.
 
La riunione ha visto la convergenza di diverse autorità locali, chiamate a coordinare le proprie risorse per garantire una risposta uniforme sul territorio. Erano presenti i vertici delle amministrazioni comunali di Macerata e Civitanova Marche, rispettivamente nelle figure del vice primo cittadino Francesca D’Alessandro e del consigliere delegato alle politiche giovanili Roberto Pantella. A garantire l’ordine e la sicurezza pubblica hanno partecipato i comandanti delle diverse forze di polizia: per lo Stato la Dirigente Maria Nicoletta Pascucci, per l’Arma dei Carabinieri il Tenente Colonnello Massimiliano Mengasini, per la Guardia di Finanza il Colonnello Ferdinando Mazzacuva e per la Polizia Municipale Danilo Doria.
 
Il quadro degli intervenuti è stato completato da rappresentanti del mondo dell’istruzione e della sanità. Stefania Nardini ha portato la voce dell’Ufficio Scolastico Regionale, mentre la competenza clinica è stata assicurata dai responsabili dei servizi per le tossicodipendenze delle aree di Macerata, Civitanova e Camerino (Gianni Giuli, Stefano Stoccuto, Mario De Rosa e Anna Ricci). Un contributo scientifico è arrivato anche dall’Ateneo di Camerino, grazie alla presenza dei professori Roberto Ciccocioppo e Laura Soverchia.
 
Questo incontro si inserisce in un contesto nazionale più ampio, dove il Ministero dell’Interno spinge per un rafforzamento dei patti territoriali di sicurezza, in linea con le direttive del Piano Nazionale Antidroga. Tale documento strategico sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare che non si limiti alla repressione, ma investa massicciamente sull’educazione e sul recupero sociale. In quest’ottica, è stata ribadita l’urgenza di coinvolgere attivamente il “Terzo Settore”, ovvero quell’insieme di associazioni di volontariato e organizzazioni non lucrative regolamentate dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), che operano a stretto contatto con le fasce di popolazione a rischio.
 

Dalle discussioni è scaturito un consenso generale sulla necessità di riattivare immediatamente questa piattaforma di dialogo. L’obiettivo è costruire un piano d’azione condiviso che definisca chiaramente i compiti di ogni ente, evitando sovrapposizioni e ottimizzando gli interventi. Il Prefetto ha incaricato il personale sanitario specializzato di redigere una bozza di protocollo operativo. Questo documento dovrà stabilire le modalità di comunicazione e le procedure di intervento comuni, creando un linguaggio univoco per affrontare le emergenze legate alla salute pubblica. È già in programma una nuova sessione di lavoro, alla quale saranno invitate a partecipare anche le organizzazioni di volontariato già accreditate presso i servizi sanitari locali, per integrare l’azione istituzionale con il supporto della società civile.

 

 

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