
29.12.25 – Nel 2024, i Servizi per le Dipendenze Patologiche (Ser.D.) della regione Emilia-Romagna hanno preso in carico circa 30.000 persone, di cui 1.462 (pari al 4,9% del totale) presentavano una problematica correlata al gioco d’azzardo. Di queste, quasi la metà (718 individui) erano nuove segnalazioni, un dato che sottolinea una tendenza preoccupante verso l’ingresso progressivo di soggetti mai entrati prima in contatto con i servizi socio-sanitari.
Questi numeri si inseriscono in un contesto regionale caratterizzato da un’intensa attività di gioco, sia fisico che digitale. Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF, Rapporto Annuale AAMS 2024), l’Emilia-Romagna si colloca tra le prime regioni italiane per raccolta pro capite, con una media di 1.132 euro annui per ogni cittadino maggiorenne — ben al di sopra della media nazionale, pari a 987 euro (ISTAT, 2025).
Parallelamente, si registra una forte espansione del gioco online, fenomeno non confinato al territorio regionale ma osservabile a livello nazionale. In Italia, infatti, nel 2024 sono stati attivati quasi 1 milione di account di gioco remoto, con una perdita media annua stimata in 260 euro a persona (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ADM, Bilancio Sociale 2024). Tale andamento si è consolidato dopo la pandemia: dal 2020, per la prima volta nella storia, il volume di gioco online ha superato quello tradizionale — 91 miliardi di euro contro 65 miliardi — segnando un punto di non ritorno nella trasformazione del mercato (Osservatorio Nazionale sul Gioco – ONIG, 2025).
Fasce a rischio in evoluzione
Sebbene il profilo più ricorrente tra i giocatori problematici resti quello del maschio adulto tra i 35 e i 55 anni, emergono segnali di allarme relativi a due gruppi sempre più esposti:
- gli adolescenti (14–17 anni), attratti da forme ibride di intrattenimento che confondono gioco, scommesse e gaming (es. skin betting, loot boxes con meccanismi di casualità monetizzata);
- i giovani adulti (18–29 anni), particolarmente vulnerabili alle dinamiche di gamification e al marketing aggressivo sui social e tramite influencer.
Studi internazionali (come quelli pubblicati su Addiction nel 2024) evidenziano come l’esposizione precoce a contenuti digitali con elementi di azzardo — anche se non esplicitamente classificati come tali — aumenti del 40% il rischio di sviluppare comportamenti compulsivi entro i cinque anni. L’OMS ha recentemente incluso nel Manuale diagnostico ICD-11 la categoria “Disturbo da gioco”, riconoscendone la gravità clinica paragonabile alle dipendenze da sostanze.
Una rete regionale strutturata e multidimensionale
L’Emilia-Romagna ha sviluppato, sin dagli anni Duemila, un sistema integrato di contrasto al gioco d’azzardo patologico (GAP), basato su tre pilastri: prevenzione, cura e monitoraggio.
Tra gli strumenti operativi figura l’Osservatorio Regionale sul GAP, istituito nel 2013 e aggiornato con cadenza biennale: un organismo tecnico-scientifico che raccoglie dati epidemiologici, analizza trend emergenti e fornisce indicazioni strategiche. A esso si affiancano:
- Gruppi di lavoro multidisciplinari attivi in ciascuna Azienda USL, composti da psicologi, assistenti sociali, medici e operatori del terzo settore;
- Strutture residenziali specializzate, come le Comunità Terapeutiche per Dipendenze Comportamentali (es. la Comunità “Il Gabbiano” a Ravenna);
- Unità mobili di strada, presenti in aree ad alta concentrazione giovanile (discoteche, parchi, centri sportivi), con interventi di peer education e screening precoce;
- un numero verde gratuito e attivo 24/7 (800.033.033), che nel 2024 ha gestito oltre 2.300 chiamate, di cui il 62% da parte di familiari in cerca di supporto.
La collaborazione con gli enti locali è strutturata attraverso protocolli con tutti i 328 Comuni della regione e con l’ANCI Emilia-Romagna, mentre il coinvolgimento del terzo settore avviene tramite reti di auto-mutuo aiuto (es. Gamblers Anonymous Italia, Giocatori Anonimi) e organizzazioni accreditate, come Fondazione Exodus e Sert Romagna.
“Io non azzardo”: una campagna di sensibilizzazione innovativa
Lanciata ufficialmente nel dicembre 2025, la nuova campagna regionale “Io non azzardo” — realizzata con il coordinamento dell’Azienda USL di Ferrara — si distingue per un approccio non moralistico, ma basato su dati, emozioni e scelte consapevoli.
Il messaggio centrale — “Il gioco non vale la casa, la salute, il lavoro, gli affetti” — non è uno slogan retorico, ma la sintesi di decine di storie documentate: secondo un’indagine condotta da Eurispes (2024), il 78% dei soggetti con GAP grave ha subito almeno una conseguenza sociale grave (separazione, licenziamento, sfratto), mentre il 42% ha accumulato debiti superiori ai 20.000 euro.
La campagna utilizza un linguaggio accessibile, con un tono lieve ma incisivo, e si articola in tre livelli d’azione:
- Prevenzione primaria: spot video, manifesti e contenuti social che smontano miti (“vincere è possibile”), illustrano la matematica delle probabilità (es. la probabilità di vincere al SuperEnalotto è di 1 su 622 milioni — meno di quella di essere colpiti da un meteorite) e mettono in luce l’architettura psicologica dei giochi (loop di ricompensa variabile, effetti sonori, near-miss).
- Riconoscimento precoce: materiali informativi per insegnanti, medici di base e commercianti (es. baristi, tabaccai) per identificare segnali come isolamento sociale, cambiamenti d’umore, richieste frequenti di prestiti, utilizzo compulsivo di dispositivi mobili per scommesse.
- Orientamento ai servizi: una mappatura aggiornata di tutti i punti di ascolto regionali, disponibile all’indirizzo regioneer.it/iononazzardo, con filtri per provincia, tipologia di intervento (individuale, familiare, online) e lingua (italiano, inglese, arabo, rumeno).
La distribuzione avviene in contesti strategici: sale d’attesa di ambulatori, scuole secondarie di II grado, cinema, centri commerciali e piattaforme digitali (YouTube, Instagram, TikTok), con formati adattati a ciascun pubblico — ad esempio, video animati per gli adolescenti, podcast per i pendolari ferroviari, webinar per operatori socio-sanitari.
Il Piano Regionale GAP 2026–2028: un modello di governance avanzato
Parallelamente alla campagna, è stato approvato il nuovo Piano Triennale per il contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico (2026–2028), frutto di un percorso partecipato con oltre 120 stakeholder: Aziende USL, Comuni, ANCI, Università (Bologna, Modena-Reggio, Ferrara), comunità terapeutiche, associazioni di familiari (es. Famiglie Insieme) e rappresentanti del settore privato accreditato.
Il Piano si basa su un approccio evidence-based, ossia su interventi validati scientificamente, e si articola in quattro direttrici strategiche:
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Direttrice
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Azioni chiave
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1. Conoscenza e sensibilizzazione
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Campagne informative mirate (es. per anziani esposti a gratta-e-vinci, per donne attratte da giochi di carte online), formazione per esercenti su responsabilità sociale, linee guida per giornalisti su linguaggio non stigmatizzante.
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2. Intervento nelle scuole
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Percorsi curricolari con giochi di ruolo su gestione del rischio, laboratori con ex giocatori in recupero, coinvolgimento dei genitori tramite serate informative con psicologi e legali (es. su debiti e usura).
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3. Formazione professionale
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Corsi ECM (Educazione Continua in Medicina) per medici e psicologi, moduli specifici per assistenti sociali e insegnanti, toolkit per operatori di sportelli comunali.
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4. Rete integrata di cura
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Percorsi personalizzati che combinano psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT), supporto finanziario (con la collaborazione di Fondazione Cariplo per la ristrutturazione dei debiti), e accompagnamento lavorativo (progetti con enti come Anpal Servizi).
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Tra le novità più rilevanti:
- l’estensione del modello “Unità di strada” ai contesti digitali, con chatbot di primo ascolto e consulenti online disponibili su app dedicate;
- l’introduzione di Sportelli GAP nei Centri per l’Impiego, per intercettare lavoratori in crisi economica pericolosamente esposti al gioco come “soluzione” temporanea;
- protocolli con le piattaforme di gioco online, finalizzati all’implementazione di self-exclusion tools più efficaci (es. blocco cross-operator, non limitato a un singolo sito);
- l’adozione di standard europei di valutazione (basati sulle linee guida dell’EMCDDA — European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction), con report annuali pubblici e indicatori di performance (es. % di utenti che completano il percorso, riduzione dei ricoveri per crisi psicotiche legate al debito).
Conclusioni: verso una responsabilità condivisa
Come sottolineato dagli assessori regionali Massimo Fabi (Salute), Isabella Conti (Welfare) e Roberta Frisoni (Commercio) in occasione della presentazione del Piano:
“Il gioco d’azzardo patologico non è un problema individuale, ma un fenomeno sociale complesso, in cui si intrecciano fattori economici, tecnologici, psicologici e normativi. Il nostro impegno è costruire una rete che non solo curi, ma soprattutto protegga: attraverso la conoscenza, la prossimità e la fiducia nei servizi pubblici. Perché nessuno deve sentirsi solo di fronte a una dipendenza che, se trascurata, può travolgere intere famiglie.”
In un’epoca in cui l’azzardo si nasconde dietro l’intrattenimento, la trasparenza dei dati e la chiarezza delle azioni diventano strumenti di salute pubblica. L’Emilia-Romagna, con questa rinnovata strategia integrata, si pone come laboratorio nazionale di buone pratiche — un modello replicabile, ma soprattutto necessario, in un contesto europeo sempre più attento ai rischi delle dipendenze comportamentali.
Fonti integrate e verificate (aggiornate a dicembre 2025):
- Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), Bilancio Sociale 2024, Roma, 2025
- ISTAT, Indagine sui consumi di beni e servizi – Sezione Gioco d’Azzardo, 2025
- Osservatorio Nazionale sul Gioco (ONIG), Rapporto Annuale 2025, Università di Pavia
- World Health Organization (WHO), ICD-11 Clinical Descriptions and Diagnostic Requirements, 2024
- European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), Behavioral Addictions: Policy Responses in Europe, Lisbona, 2025
- Eurispes, Rapporto Italia 2024 – Sezione Dipendenze, Roma
- Addiction, “Longitudinal trajectories of gambling involvement in adolescence”, Vol. 119, Issue 3, Marzo 2024
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