17.12.25 – Nel 2024, in Emilia-Romagna 1.462 persone hanno ricevuto presa in carico dai servizi socio-sanitari per problematiche legate al gioco d’azzardo — un valore che rappresenta quasi il 5% del totale degli interventi per dipendenze comportamentali (circa 30.000 accessi complessivi). Di queste, oltre la metà (718) erano nuovi casi, un dato che sottolinea una crescita preoccupante, particolarmente visibile nel segmento online.

Secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) aggiornati a giugno 2025, il gioco telematico in Italia ha ormai superato stabilmente quello fisico, con una raccolta annua di 92,3 miliardi di euro online contro i 63,8 miliardi nel circuito tradizionale. La regione Emilia-Romagna si colloca tra le prime in termini di spesa pro capite: 1.132 euro per ogni cittadino maggiorenne, ben al di sopra della media nazionale (circa 980 euro), secondo l’indagine Aams-ISTAT 2024.

L’aumento esponenziale del gioco digitale — con quasi un milione di account attivi soltanto in Emilia-Romagna — si accompagna a un rischio economico consistente: la perdita media annua per utente è di 260 euro, ma in casi severi può superare i 10.000 euro l’anno (fonte: Osservatorio Nazionale sul Gioco d’Azzardo, ONIG, rapporto 2025). Sebbene il profilo tipico rimanga quello di un uomo adulto (35–55 anni), le segnalazioni riguardanti adolescenti (14–17 anni) e giovani adulti (18–24) sono raddoppiate negli ultimi tre anni, soprattutto in relazione a scommesse sportive virtuali, skin betting (scommesse con oggetti virtuali nei videogiochi) e piattaforme non regolamentate accessibili tramite app.

 
 

Una risposta articolata: dal monitoraggio alla cura integrata

La Regione ha sviluppato negli anni una rete specializzata e multidisciplinare, strutturata su diversi livelli:

  • Osservatorio regionale sul gioco d’azzardo, attivo dal 2018, che raccoglie dati epidemiologici e valuta l’efficacia delle politiche;
  • Unità operative locali presenti in tutte le Aziende USL, con équipe formate da psicologi, assistenti sociali e medici;
  • Strutture residenziali e semiresidenziali dedicate (12 nel territorio regionale), con capacità di presa in carico intensiva;
  • Unità mobili di strada che operano in contesti giovanili (scuole, centri sportivi, parchi), con interventi mirati anche sulle cosiddette “zone grigie” tra gaming e gambling;
  • Un numero verde regionale (800.033.033), attivo 24/7, con oltre 2.300 contatti gestiti nel 2024;
  • Una rete consolidata di 120 gruppi di auto-mutuo aiuto, spesso coordinati da associazioni come Gam-Anon e Giocatori Anonimi.
 

Questa infrastruttura è stata ulteriormente potenziata grazie a un protocollo di intesa siglato nel 2024 tra Regione, ANCI Emilia-Romagna e terzo settore, che ha introdotto sportelli di consulenza anche presso i Comuni, con particolare attenzione ai piccoli centri urbani, dove il fenomeno è spesso sommerso.

 
 

Nuova campagna di sensibilizzazione: “Io non azzardo”

Lanciata il 15 dicembre 2025, la campagna regionale “Io non azzardo” — realizzata con il supporto tecnico-scientifico dell’AUSL di Ferrara e in sinergia con esperti di neuropsicologia del comportamento — rappresenta un cambio di paradigma comunicativo: invece di puntare su messaggi moralistici o allarmistici, adotta un registro empatico, razionale e basato sulle evidenze.

 

I materiali — spot televisivi, locandine, video per i social, podcast e inserti su testate locali — ruotano attorno a un unico concetto-guida: “Il gioco non vale la casa, la salute, il lavoro, gli affetti”.

 

Il messaggio non è semplicemente dissuasivo, ma educativo: spiega, con linguaggio accessibile, come le piattaforme di gioco siano progettate con meccanismi psicologici (come il near miss o il variable ratio reinforcement) che inducono dipendenza. Vengono citati dati chiave:

  • La probabilità di vincita a una slot machine è in media inferiore all’1,5%;
  • Oltre il 70% dei giocatori problematici sviluppa sintomi depressivi entro i primi 18 mesi (dati OMS, Global Report on Gambling Disorders, 2025);
  • Il tempo medio tra l’inizio del gioco e la richiesta di aiuto è di 4,2 anni — un ritardo che aggrava conseguenze psicosociali.
 

La campagna include sezioni specifiche per:

  • Giovani: con simulazioni interattive su come riconoscere i segnali di azzardopatia (es. prelievi frequenti, isolamento sociale, bugie sulle spese);
  • Insegnanti e genitori: kit didattici basati su metodologie peer-to-peer;
  • Esercenti e gestori di sale: linee guida per la social responsibility, con esempi di intervento precoce (es. segnalazione discreta a un operatore sanitario).
 

Tutti i materiali sono disponibili su regioneer.it/iononazzardo, piattaforma che include anche un test di autovalutazione anonimo, validato con protocolli internazionali (South Oaks Gambling Screen – SOGS, versione italiana aggiornata 2025).

 
 

Il Piano regionale 2026–2028: un modello integrato fondato sulle evidenze

Approvato il 10 dicembre 2025, il nuovo Piano Triennale per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo patologico (GAP) segna un passo ulteriore verso un sistema sanitario e sociale proattivo, anziché reattivo. Si basa su quattro pilastri:

 
  1. Prevenzione primaria e secondaria mirata
    • Interventi scolastici a partire dalla scuola secondaria di primo grado, con approcci basati sulla game literacy (capacità di leggere criticamente i meccanismi di gioco);
    • Progetti pilota su gaming responsabile, in collaborazione con università (es. Alma Mater Studiorum – Bologna) e aziende del settore tech, per contrastare l’azzardizzazione dei videogiochi (microtransazioni, loot box, skin gambling).
  2. Rete di cura integrata e personalizzata
    • Standardizzazione dei percorsi terapeutici su base regionale, con modelli validati (es. CBT – terapia cognitivo-comportamentale, EMDR per il trauma associato alla perdita patrimoniale);
    • Potenziamento della telemedicina specialistica, con consultazioni a distanza per aree fragili (Appennino, zone rurali);
    • Inserimento del supporto economico-finanziario (mediatori del debito, orientamento al microcredito etico) come parte integrante della riabilitazione.
  3. Governance multilivello e partecipazione
    • Istituzione di un Tavolo Permanente Regionale GAP, con rappresentanti di USL, Comuni, scuole, terzo settore e comunità di pazienti;
    • Obbligo di redazione annuale di Piani Locali di Azione da parte dei Distretti Sanitari, con indicatori misurabili (es. % di presa in carico entro 30 giorni dalla segnalazione).
  4. Formazione continua e monitoraggio rigoroso
    • Adozione del Framework europeo EUSPR (European Union Standards for Prevention and Rehabilitation) per la formazione degli operatori;
    • Sistema di valutazione triennale con indicatori di outcome, non solo di attività: riduzione del debito medio, tasso di recidiva a 12 mesi, miglioramento della qualità della vita (misurata con scale WHOQOL-BREF).
 

Il Piano prevede anche una sperimentazione innovativa su scala regionale: l’integrazione di algoritmi di early warning nei sistemi bancari (con il consenso dell’utente), per identificare pattern di spesa sospetti (es. picchi improvvisi di ricariche su portali di gaming/scommesse) e attivare notifiche di supporto, su modello adottato in Svezia dal 2023 (rapporto Swedish Gambling Authority, 2025).

 
 

Un cambiamento strutturale richiesto dall’evoluzione del fenomeno

Come sottolineato dagli assessori regionali Fabi (Salute), Frisoni (Commercio) e Conti (Welfare), la transizione dal gioco fisico a quello digitale — accelerata dalla pandemia e consolidata dall’espansione delle tecnologie immersive (realtà virtuale, metaverso) — impone una revisione radicale delle politiche pubbliche.
L’Emilia-Romagna, pioniera in Italia con la prima legge regionale sul GAP (2013), intende ora diventare un laboratorio per un modello scalabile a livello nazionale, in linea con le raccomandazioni dell’OMS (2024) che inserisce ufficialmente il Disorder due to Gambling tra le dipendenze da trattare con pari dignità rispetto a quelle da sostanze.

 

L’obiettivo non è la repressione, ma la costruzione di una cultura della scelta informata — dove il rischio non viene nascosto, ma reso comprensibile, e dove nessuno è lasciato solo ad affrontare le conseguenze di una dipendenza che, troppo spesso, inizia con un semplice click.

 

 

 

Fonti:

  • Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Rapporto annuale 2025
  • ISTAT, Indagine multiscopo sulle famiglie: uso del denaro e comportamenti di rischio, 2024
  • OMS, International Classification of Diseases – ICD-11 (2022), aggiornamento 2025
  • EMCDDA, Gambling and gaming: emerging risks in the digital era, 2025
  • Osservatorio Nazionale sul Gioco d’Azzardo (ONIG), Report Epidemiologico 2025
  • Regione Emilia-Romagna, Dati Servizi Dipendenze Patologiche – Anno 2024
  • European Union Standards for Prevention and Rehabilitation (EUSPR), Framework 3.1, 2024

 

 

Foto di edith lüthi da Pixabay