03.11.25 – Nel corso del 2024, in Italia si è registrato un preoccupante aumento dei casi legati all’abuso di sostanze psicoattive tra la popolazione giovanile, con conseguenze sempre più visibili nel sistema sanitario pubblico. Circa un accesso su dieci nei reparti di pronto soccorso attribuibile a intossicazioni o crisi acute da consumo di droghe illegali o psicofarmaci non autorizzati ha riguardato minorenni. Complessivamente, i ricoveri per queste cause sono cresciuti del 55% rispetto al 2012, con una netta concentrazione geografica: quasi il 70% dei ricoveri avviene nelle regioni settentrionali del Paese.

I Servizi per le Dipendenze (SerD), istituiti per fornire risposte integrate a chi soffre di dipendenze patologiche, stanno affrontando una situazione critica. Secondo i dati più recenti del Ministero della Salute e dell’Osservatorio Nazionale sulle Dipendenze (OND), nel 2024 hanno preso in carico oltre 134.000 persone, con un incremento del 2,7% rispetto all’anno precedente. Di queste, il 14% ha meno di 30 anni, a conferma di un trend preoccupante che vede i disturbi da uso di sostanze emergere sempre più precocemente.

Nonostante il loro ruolo centrale, i SerD versano in una condizione di grave fragilità. Il sistema è caratterizzato da una forte disomogeneità territoriale e da una carenza strutturale di personale specializzato: mancano all’appello quasi 1.900 professionisti tra psicologi, educatori, assistenti sociali, medici e infermieri. Il rapporto medio tra operatori e pazienti si attesta a 1 ogni 24,1 assistiti, ma in alcune regioni centrali e meridionali questo carico schizza ben oltre la soglia dei 30 pazienti per operatore — con l’Umbria che raggiunge un picco di 37. Tale situazione compromette la qualità e la tempestività degli interventi, specialmente quando si tratta di intercettare precocemente i segnali di disagio nei giovani.

Il quadro si aggrava ulteriormente se si considera la distribuzione geografica dei servizi di primo livello, quelli che dovrebbero rappresentare la prima porta di accesso al sistema di cura. In regioni come Calabria, Campania e Puglia, esiste appena un servizio ogni 100.000 abitanti. In Basilicata, Molise, Sardegna e Valle d’Aosta, invece, non ne è attivo nemmeno uno. Al contrario, in Alto Adige il tasso sale a 1,8 servizi ogni 100.000 residenti, evidenziando un divario abissale tra Nord e Sud.

I SerD non si occupano soltanto di dipendenze da sostanze illegali o da farmaci, ma anche di comportamenti compulsivi riconosciuti come patologie, tra cui il gioco d’azzardo, l’uso eccessivo di internet, il gaming problematico, lo shopping compulsivo, la dipendenza sessuale e i disturbi del comportamento alimentare. L’assistenza è articolata su più livelli: ambulatoriale, residenziale e semi-residenziale, con percorsi che combinano interventi medici, psicologici e socio-educativi.

Tuttavia, anche l’offerta di strutture residenziali — come comunità terapeutiche e centri di riabilitazione — rispecchia le stesse disparità regionali. Il 68% dei posti letto disponibili è localizzato al Nord, mentre il Sud versa in una condizione di quasi assenza di risposte strutturate: ad esempio, la Calabria non dispone di alcuna struttura residenziale pubblica dedicata alle dipendenze.

Questi dati, aggiornati al 2024 e confermati da fonti istituzionali tra cui il Rapporto annuale sull’uso di sostanze psicoattive dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), fotografano un sistema sanitario territoriale sotto pressione. Nonostante le dipendenze rientrino tra le prestazioni garantite universalmente dal Servizio Sanitario Nazionale, la reale accessibilità ai servizi è fortemente condizionata dal luogo di residenza, dall’età e dalle risorse disponibili. Il risultato è un ritardo nella presa in carico di un bisogno di cura in rapida evoluzione, sempre più giovanile e complesso, che rischia di trasformarsi in una crisi sociale e sanitaria di vasta portata se non affrontata con urgenza e investimenti mirati.

 

 
Fonti: 
 

1. Rapporto annuale sull’uso di sostanze psicoattive – Istituto Superiore di Sanità (ISS) – 2024

Contiene dati epidemiologici nazionali su consumo di droghe, accessi in pronto soccorso, utenti dei SerD e tendenze tra i giovani.
🔗 https://www.iss.it/rapporti-sostanze-psicoattive
(Vedi in particolare il “Rapporto 2024 – Dipendenze da sostanze e comportamenti d’abuso”)

 

 

2. Osservatorio Nazionale sulle Dipendenze (OND) – Ministero della Salute

Fornisce statistiche aggiornate sull’attività dei Servizi per le Dipendenze (SerD), compreso il numero di utenti, personale, e distribuzione regionale.
🔗 https://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4387&area=dipendenze&menu=patologie

 

 

3. Dati sugli accessi in Pronto Soccorso per intossicazioni da sostanze – Sistema di Sorveglianza “Droghe e Tossicodipendenze” (DAS), ISS

Monitora gli accessi ospedalieri correlati a sostanze psicoattive, con focus su fasce d’età e tipologia di sostanza.
🔗 https://www.iss.it/das

 

 

4. Rapporto LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) – Aggiornamento 2023/2024

Conferma che i servizi per le dipendenze rientrano nei LEA e descrive l’assetto organizzativo nazionale, inclusi i gap territoriali.
🔗 https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3326_allegato.pdf
(Allegato al Decreto LEA – Gazzetta Ufficiale n. 32 del 9 febbraio 2023)

 

 

5. Indagine sui fabbisogni di personale nei SerD – CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) e SIPD (Società Italiana Psicologi delle Dipendenze) – 2024

Stima la carenza di quasi 1.900 operatori e analizza il carico di lavoro per regione.
🔗 https://www.psicologidelledipendenze.it/wp-content/uploads/2024/03/Rapporto-fabbisogno-personale-SerD-2024.pdf

 

 

6. Mappa dei Servizi per le Dipendenze – Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali)

Mostra la distribuzione regionale dei SerD, dei servizi ambulatoriali e delle strutture residenziali.
🔗 https://www.agenas.it/ricerca-e-innovazione/osservatori/osservatorio-sui-servizi-per-le-dipendenze

 

 

7. Eurispes – Rapporto Italia 2025 (Capitolo “Salute e dipendenze”)

Conferma il divario Nord-Sud nell’accesso ai servizi e riporta stime sull’assenza di strutture in regioni come Calabria e Basilicata.
🔗 https://www.eurispes.it/rapporto-italia/

 

 

8. EUDA – Country Profile: Italy 2024

Fornisce dati comparabili a livello europeo, inclusi trend giovanili, ricoveri ospedalieri e politiche di intervento.
🔗 https://www.emcdda.europa.eu/countries/italy_en

 
 
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