Pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità, Il documento descrive le Procedure Operative per la Determinazione delle Sostanze d’Abuso nel Sangue, elaborate da esperti italiani presso l’Istituto Superiore di Sanità.
Questo testo stabilisce protocolli standardizzati a livello nazionale per i laboratori di farmaco-tossicologia, coprendo l’intero processo dalla raccolta del campione (incluse la catena di custodia e il consenso informato) fino alla consegna dei risultati analitici.
Le procedure dettagliate includono le metodologie per le analisi di screening e di conferma—tipicamente tramite spettrometria di massa—sottolineando l’importanza di accuratezza, precisione e cut-off stabiliti, specialmente in contesti medico-legali come quelli legati al Codice della Strada.
Inoltre, il documento affronta l’assicurazione e il controllo di qualità delle analisi e i requisiti per la validazione dei metodi di laboratorio. L’obiettivo principale è armonizzare le pratiche per garantire risultati affidabili e legalmente difendibili, essenziali per la valutazione dello stato psicofisico di un soggetto.
Video review
Sintesi
Introduzione: perché analizzare i capelli?
- Finestra temporale di rilevabilità estesa: Mentre nel sangue le tracce di una sostanza svaniscono in poche ore e nelle urine in pochi giorni, nei capelli possono rimanere intrappolate per mesi o addirittura anni, a seconda della lunghezza del campione. Questo permette di accertare un uso cronico o pregresso, non solo un consumo recente.
- Prelievo non invasivo: La raccolta di una ciocca di capelli è una procedura semplice, rapida e che non richiede procedure mediche invasive, garantendo al contempo il rispetto della dignità della persona.
Fase 1: Il Prelievo – La Base per un’Analisi Affidabile
- Si individua una ciocca dello spessore di una matita nella zona posteriore della testa (vertex), un’area in cui la crescita dei capelli è considerata più uniforme. Questa quantità è essenziale per garantire materiale sufficiente sia per la prima analisi che per un’eventuale controanalisi.
- I capelli vengono tagliati il più vicino possibile al cuoio capelluto per assicurarsi di includere il periodo temporale più recente.
- Il campione raccolto viene immediatamente diviso in due parti identiche: l’Aliquota A, destinata alla prima analisi, e l’Aliquota B, che verrà conservata per un’eventuale controanalisi.
- Ogni aliquota viene sigillata in contenitori specifici (come fogli di alluminio e buste antimanomissione) per preservarne l’integrità e prevenire qualsiasi tipo di contaminazione o alterazione.
- Modulo consenso informato: è il documento attraverso il quale un paziente autorizza un trattamento sanitario, un intervento o una procedura medica dopo che il medico o l’équipe sanitaria lo ha informato in modo chiaro su tutti gli aspetti importanti, come benefici, rischi, effetti collaterali e alternative disponibili.
- Verbale di Prelievo: Un documento che riporta i dati anagrafici del soggetto, la provenienza del campione (es. capelli, peli pubici) e le sue dichiarazioni su eventuali farmaci assunti o trattamenti cosmetici (tinture, decolorazioni) che potrebbero influenzare l’analisi.
- Modulo di Catena di Custodia: Il “passaporto” del campione, che registra ogni passaggio di mano dal momento del prelievo fino all’arrivo in laboratorio, con date, orari e firme di tutti gli operatori coinvolti.
Fase 2: In Laboratorio – Accettazione e Preparazione del Campione
- Integrità del contenitore e dei sigilli: Si verifica che la busta non sia stata aperta o danneggiata, per escludere manomissioni durante il trasporto.
- Corrispondenza della documentazione: Si controlla che i codici identificativi sul campione corrispondano perfettamente a quelli riportati sul verbale di prelievo e sul modulo di catena di custodia.
- Assenza di non-conformità gravi: Si accerta che non vi siano problemi critici (es. campione insufficiente, documentazione mancante) che renderebbero impossibile procedere con l’analisi.
- Lavaggio: I capelli vengono lavati con specifici solventi. Questo è un passaggio tanto delicato quanto cruciale: la procedura deve essere abbastanza energica da rimuovere polvere, sebo e contaminanti esterni, ma non così aggressiva da estrarre anche le sostanze intrappolate all’interno della matrice di cheratina, alterando il risultato.
- Preparazione Meccanica: Una volta lavato e asciugato, dal campione si pesa la quantità necessaria per l’analisi, tipicamente tra 10 e 50 milligrammi. La ciocca viene quindi tagliata in frammenti minuscoli o polverizzata finemente. Questo processo rende il campione omogeneo e massimizza la superficie esposta per la fase successiva.
- Digestione: Il capello polverizzato viene trattato con soluzioni chimiche che “digeriscono” la cheratina, la proteina strutturale del capello. Questo processo serve a rompere la matrice pilifera e a liberare le molecole delle sostanze d’abuso e i loro metaboliti, che vi erano rimaste intrappolate durante la crescita.
Fase 3: L’Analisi Chimica – La Ricerca della Prova
|
Tipo di Analisi
|
Scopo e Caratteristiche
|
|
Analisi di Screening
|
È un’analisi preliminare, rapida e sensibile, progettata per ricercare intere classi di sostanze (es. oppiacei, cocainici, cannabinoidi). Un risultato positivo indica solo una presenza sospetta e non è sufficiente per una diagnosi definitiva.
|
|
Analisi di Conferma
|
È un’analisi altamente specifica e quantitativa, eseguita con tecniche sofisticate come la Gascromatografia-Spettrometria di Massa (GC-MS) o la Cromatografia Liquida-Spettrometria di Massa (LC-MS). Identifica senza ambiguità la singola molecola e ne misura l’esatta concentrazione. Fornisce il risultato definitivo e legalmente valido.
|
- Per la cocaina: la Benzoilecgonina (BEG).
- Per l’eroina: la 6-monoacetilmorfina (6-MAM) e la morfina.
- Per la cannabis: il 11-nor-9-carbossi-Δ9-tetraidrocannabinolo (THC-COOH).
Fase 4: Il Referto Finale e la Sua Interpretazione
- Dati identificativi del campione (codice univoco, data di prelievo e di arrivo in laboratorio).
- Tipo di matrice analizzata (es. capelli, peli ascellari, peli pubici).
- Lunghezza del segmento di capello che è stato analizzato.
- Metodo analitico utilizzato (specificando sia le tecniche di screening che quelle di conferma).
- Elenco delle sostanze rilevate con le relative concentrazioni, espresse in nanogrammi o picogrammi per milligrammo di capello.
- I valori di cut-off di riferimento utilizzati per la valutazione del risultato.
- Trattamenti cosmetici aggressivi: La decolorazione, le tinture e le permanenti possono danneggiare la struttura del capello e “lavare via” una parte delle sostanze presenti.
- Caratteristiche individuali: Il colore naturale dei capelli, la loro porosità e il tasso di crescita, che varia da persona a persona, possono influenzare la quantità di sostanza che viene incorporata.
- Fattori ambientali: Lavaggi molto frequenti, ma soprattutto un’intensa illuminazione con raggi UV e un’eccessiva esposizione ai raggi solari possono contribuire a degradare le molecole intrappolate nella matrice pilifera.
