UNODC: narcotraffico e nuove tecnologie per la sicurezza marittima

Paolo Berretta image

L’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) ha recentemente promosso importanti upgrade ai suoi programmi di contrasto verso le attività illecite ed alla circolazione di merci contraffatte. Il più importante è il World Customs Organization Container Control Programme, che prevede nuove attività di intelligence e l’uso di tecnologia innovativa che, semplificherà notevolmente il lavoro delle autorità portuali per identificazione dei prodotti sospetti. Si pensi solo agli 11 milioni di contenitori che ogni anno attraversano il Canale di Panama.
Visto che la maggior parte delle merci trasportate nel globo viaggia su nave, un più efficiente monitoraggio dei contenuti e dei flussi dei containers, si traduce in sempre maggiori difficoltà da parte delle organizzazioni criminali di perpetrare i loro loschi traffici.
Già dal 2006 anno della sua attivazione in otto paesi Capo Verde, Costa Rica, Ecuador, Ghana, Pakistan, Panama, Senegal e Turkmenistan il WCOCCP ha dato ottimi risultati per ciò che attiene ai sequestri: 38 tonnellate di cocaina, 770 tonnellate di precursori chimici e 1.550 tonnellate di legname non certificato e provenente da zone deforestate illegalmente.
Il governo panamense, in una nota recentemente diramata, ha comunicato che in soli sette mesi sono stati confiscati 146 containers utilizzati dalla malavita per trasportare sia droga che oggetti contraffatti, verso il Nord America, l’Europa, l’Africa equatoriale e le aree andine, per un  valore di circa 20 milioni di dollari. Proprio nel paese centroamericano sarà presto attivato il Centre of Excellence che valuterà le minacce alla sicurezza marittima e che servirà come punto di raccordo per la formazione, la raccolta e l’analisi dei dati sul narcotraffico, la tratta di esseri umani e la movimentazione di sostanze pericolose e tossiche.

di Paolo Berretta
Health Communication Manager – ISS