Curiosità (e bestialità) tra droga e antidroga


Tra le tante notizie curiose che ci è capitato di annotare, negli ultimi tempi, sugli stupefacenti e sull’azione antidroga, ve ne sono alcune davvero sorprendenti. A partire da quella del “narcopiccione” preso al “volo” dagli agenti del carcere costarricense di San Rafael Alajuela, mentre trasportava una decina di grammi di cocaina, e altrettanti di marijuana, in un piccolo involucro legato ad una zampina ad un detenuto che lo aveva addestrato per queste “missioni” di rifornimento in carcere. Il volatile, in stato di…detenzione,  è stato trasferito in uno zoo per espiare la sua pena! Episodi analoghi si erano già verificati in passato in Argentina e in Colombia. In Germania, invece, un gruppo di entomologi dell’Università Justus Leibig di Giessen, sin dallo scorso anno, hanno addestrato un “manipolo” di api…antidroga. Nella ricerca, pubblicata sulla rivista Plos One, si spiega che le api  volano via non appena sentono l’odore di eroina e cocaina, grazie a cellule sulle loro antenne. Altri insetti come la blatta fischiante del Madagascar (gromphadohrina portentosa) e la tignola della vite (eupecilia ambiguella HB), sono più adatti per individuare, rispettivamente, amfetamine e cannabis. Non è ancora chiaro come sia possibile, nella pratica, utilizzare gli insetti antidroga, per esempio, negli aeroporti o in zone, comunque, affollate. Intanto, in Messico, nella capitale, in particolare nelle stazioni della metropolitana, diversi ambulanti vendono, a dieci pesos, la confezione di una pomata “miracolosa” per guarire dolori muscolari ed altro: si tratta, in realtà, di Mariguanolextra.

Dicono contenga peyote, aceto di marijuana ed altri intrugli non specificati. La gente la compera nonostante gli inviti alla cautela fatti dalle autorità. La marijuana, d’altronde, tira sempre molto e, qualche volta, gioca brutti scherzi, come quando, a Montevarchi (Arezzo), l’anno passato, di questi tempi, zio e nipote di nove anni finirono in ospedale per aver mangiato frollini alla marijuana. I biscotti, si accertò, erano stati impastati con foglie triturate di marijuana da un amico di famiglia, con la passione della cucina, che li avrebbe, inavvertitamente, riposti in una confezione regalata all’amico. Tra le notizie “inconsuete” nel mondo degli stupefacenti includiamo anche quella relativa all’arresto, pochi giorni fa, a Savona, in località Formenti, di un’arzilla pensionata settantacinquenne, alle prese con la coltivazione di un centinaio di piante di cannabis  in un terreno di proprietà. In casa anche alcuni chilogrammi di foglie del prezioso arbusto e olio di cannabis per… arrotondare la pensione. Nell’azione antidroga, in giro per il mondo, pare che il più “duro” sia l’attuale neoeletto presidente filippino Rodrigo Duterte. Durante il suo mandato come sindaco di Davao, si era avvalso di squadre di giustizieri che avrebbero ucciso, a sangue freddo, decine di spacciatori. Lo stesso presidente, dopo le elezioni di maggio scorso, ha suggerito di uccidere i tossicodipendenti conosciuti per far soffrire meno anche i loro genitori. Insomma, per ora, meglio girare alla larga da Manila!

Tra le cose bizzarre e crudeli, si  annoverano anche alcuni recuperi di droga fatti in Colombia, anni fa,”squartando” cadaveri di ingoiatori (corrieri) morti per overdose causata dalla rottura degli ovuli che avevano ingerito per trasportare cocaina o eroina. Il recupero, poi, di grosse confezioni di cocaina nascoste nella vagina di mucche al pascolo nelle splendide campagne intorno a Bogotà, non deve essere stata un’operazione particolarmente entusiasmante per chi l’ha fatta. Non c’è proprio limite alla fantasia dei trafficanti! Che dire, poi, delle spedizioni di cocaina, alcune avvenute anche in Italia, utilizzando cani di grossa taglia ai quali erano stati praticati interventi chirurgici per inserire nel corpo involucri di roba? O di incisioni, nei glutei di donne grasse, per nascondere cocaina opportunamente imballata da recuperare, poi, una volta giunti a destinazione? Pratiche che lasciano sgomenti, come quelle di tossicodipendenti disperati che, anni fa, nelle periferie di Mosca, spalmavano lucido di scarpe su pezzi di pane messi su di un fornellino per aspirarne i fumi. Un surrogato di droga a basso costo per fuggire da una realtà che, ancora oggi, è drammaticamente disperata in molti paesi.

 

di Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).